The Lancet: Italia in pole position per l'Ema

Farmaci | Redazione DottNet | 01/08/2017 11:52

E' in gara con la Slovacchia, ma l'Italia ha meriti etici e medici

 L'Italia è in pole position per diventare la sede dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) sia per i suoi valori in campo medico sia per quelli etici, alla luce della politica di accoglienza dei migranti. Lo rileva la rivista britannica The Lancet, nell'editoriale del direttore Richard Horton.    Senza dubbio, rileva Horton, la perdita dell'Ema da parte della Gran Bretagna segna l'addensarsi di ulteriori ombre della Brexit, ma guardando la futuro l'Italia, con la candidatura di Milano, può vantare una buona tradizione nella ricerca di base, una "formidabile rete" per la sperimentazione clinica e nella formazione di alcuni tra i più "creativi" esperti nelle scienze della vita, come i Nobel Rita Levi Montalcini e Mario Capecchi.  

E' italiano, rileva il direttore di The Lancet, anche uno dei membri più impegnati del Comitato dell'Ema per i brevetti dei prodotti medicinali: Silvio Garattini (nella foto), co-fondatore dell'Istituto farmacologico 'Mario Negri' di Milano. Sono requisiti indiscutibili quelli dell'Italia, ma Milano deve confrontarsi con concorrenti agguerriti, come Amsterdam, Barcellona, Copenaghen, Dublino, Lilla, Lisbona e Stoccolma. Ma soprattutto c'è la capitale della Slovacchia, Bratislava, le cui autorità hanno spinto molto per proporre la candidatura e che ancora non ospita alcuna istituzione europea.  

Quello che è chiaro fin da ora, rileva The Lancet, è che "non sarà una decisione tecnica, ma politica" e alla luce di questa considerazione osserva che se la Germania, con Angela Merkel, potrebbe aver deciso di favorire la Slovacchia come sede dell'Autorità bancaria europea (Eba), nel caso dell'Ema la questione avrebbe risvolti molto più delicati. Riferendosi, ad esempio, alla decisione del governo slovacco di bloccare l'ingresso dei rifugiati, la rivista afferma che "sarebbe scandaloso per l'Unione Europea premiare la Slovacchia con l'Ema". L'Italia, invece, "merita una maggiore considerazione, sia sul terreno etico sia su quello medico".    La data prevista per l'avvio dell'attività della 'nuova' Ema è il primo aprile 2019 e i prossimi mesi saranno cruciali: oggi scadono i termini per le candidature e in settembre si prevede una prima analisi, seguita in ottobre da un dibattito e dal voto in novembre. 

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