L'obesità può dipendere dall'interruttore che regola il grasso

Medicina Interna | Redazione DottNet | 02/08/2017 11:38

Pubblicato uno studio della Monash University di Melbourne

Le persone obese non possono regolare la maniera in cui il grasso corporeo è assorbito anziché bruciato, perché un 'interruttore' nel cervello rimane sempre attivato. E' quanto sostengono ricercatori della Monash University di Melbourne, che hanno studiato come cellule specializzate dette adipociti oscillano fra cellule brune che bruciano energia, e cellule bianche che invece la conservano. Dopo un pasto il cervello normalmente risponde all'insulina quando gli zuccheri raggiungono un certo livello e inviano segnali che promuovono la produzione di grasso bruno, che consuma energia.

Dopo un periodo di digiuno tuttavia il cervello ordina alle cellule brune di riconvertirsi in adipociti bianchi, immagazzinando di nuovo energia. Nello studio pubblicato sulla rivista Cell Metabolism i ricercatori del Biomedicine Discovery Institute dell'ateneo, guidati dallo specialista di malattie metaboliche e obesità Tony Tiganis, in sperimentazioni condotte su topi hanno scoperto che la capacità del cervello di avvertire la presenza di insulina e di coordinare l'alimentazione con l'energia da bruciare è controllata da un meccanismo simile a un interruttore. "In un contesto di obesità l'interruttore resta sempre attivato, non si stacca durante l'alimentazione", scrive Tiganis. "Di conseguenza il processo di imbrunimento rimane interrotto e il consumo di energia continua a diminuire. Quando il soggetto mangia, non si verifica un aumento commensurato nel consumo di energia, e si promuove l'aumento di peso". La causa del 'guasto all'interruttore' non è chiara, ammette Tiganis, , ma l'ipotesi è che sia legata all'aumento di stress, come è stato osservato nelle sperimentazioni su topi.

"Lo stress può impedire al cibo, cioè all'energia assorbita, di bruciare come sarebbe normale". Lo studio rafforza quindi le teorie secondo cui l'obesità non è causata solo dal cibo che la persona consuma. "E' importante riconoscere che l'energia è controllata per via omeostatica, quindi la quantità di cibo che si consuma dovrebbe essere accordata con la quantità di energia che si brucia. Il cervello ha una funzione strumentale nel controllare ed equilibrare l'energia che si assorbe e quella che si consuma.    Non è solo questione di cambiare dieta", scrive Tiganis. Nella prossima fase del progetto, i ricercatori esplorano la possibilità di inibire il funzionamento dell'interruttore per facilitare la perdita di peso.

 

 

fonte: ansa

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