
Il fatto si è verificato a Napoli. Il direttore sanitario: quel posto letto serve ai malati
Fuori il solleone non dà scampo e la vita, si sa, costa sempre di più. Che di meglio che rimanere in ospedale, pasti garantiti e aria condizionata ad alleviare l'afa? E' quello che deve aver valutato l'ospite particolare (qualcuno lo ha già ribattezzato 'il villeggiante') del reparto di Medicina Generale dell'ospedale napoletano San Paolo che, dichiarato dimesso lo scorso 6 luglio, non ha ancora liberato il posto letto che occupa da circa un mese.
Nulla ha potuto neanche l'intervento di ieri della polizia: il degente non ha alcuna intenzione di mollare il suo letto e il trattamento bed and breakfast gratuito di cui gode.
L'uomo, un disoccupato dall'età di circa 45 anni, modi burberi che rendono difficile l'approccio col personale, vi era entrato per un problema di medicina interna risolto nel giro di qualche giorno. Poi le dimissioni rifiutate. Da allora entra ed esce dall'ospedale, stando ben attento a non saltare l'ora dei pasti. L'ospedale come un albergo, insomma. Ma anche come momento di ricreazione. "Abbiamo provato a trasferirlo in un'altra struttura - aggiunge Rago - ma nessuno lo accetta in assenza di una patologia da curare. Ho anche provato a dirgli che a furia di frequentare malati finirà per ammalarsi sul serio. Ma niente. L'ho dovuto denunciare per una forma di cautela perché non so cosa può combinare quando esce da qui".
Come finirà la storia del malato immaginario che ha scelto l'ospedale come casa? Rago allarga le braccia: "Dovrebbero intervenire i servizi sociali del Comune e i carabinieri. Io non dico che dobbiamo metterlo sulla strada ma l'ospedale - osserva con amarezza - è un servizio pubblico, non un albergo".
L'ultima presa di posizione dell'amministrazione Trump contro lo Iarc è solo l’ultima frattura tra due mondi sempre più lontani. Ora anche nelle politiche sanitarie.
Da Aiop e Regione nuova difesa dell’integrazione tra pubblico e privato come punto di forza del modello lombardo. Ma tra finanziamenti pubblici, accreditamenti e gestione delle criticità, resta aperto il tema della governance reale del sistema
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Schillaci conferma l'obiettivo del 30 giugno per l'avvio delle Case di Comunità, Gemmato parla di accordo in fase di definizione. Bellantone definisce il legame tra ospedale e territorio.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, l’Italia mette in campo un quadro normativo organico per contrastare il tumore della pelle più pericoloso.
Accordo tra Regione e sindacati per garantire la presenza dei MMG nelle Case di Comunità, mentre Governo e categoria cercano una soluzione sul futuro della medicina territoriale.
Il sottosegretario richiama la scadenza del 30 giugno per l'operatività delle Case di Comunità. Dopo l'appello di Schillaci ai medici, il Governo alza la pressione sul negoziato.
Commenti