Per i per i pazienti con traumi, sono cruciali reti e linee guida

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 04/09/2017 14:15

Gimbe, gravi deficit nel caso del ragazzo morto a Napoli

Per l'assistenza dei pazienti vittime di traumi è cruciale l'utilizzo di percorsi assistenziali condivisi e basati su linee guida di buona qualità. Lo scrive la Fondazione Gimbe facendo riferimento al caso del giovane di 23 anni ricoverato in codice rosso al Loreto Mare di Napoli in agosto che ha atteso per ore di ricevere le cure ed è morto il giorno dopo. Secondo la task force inviata dal ministero della Salute, nell'ospedale campano è stato riscontrato un clima di mancata responsabilizzazione organizzativa e professionale, la rete per il trauma è inesistente e mancano percorsi standardizzati.

"L'assistenza ottimale per i pazienti politraumatizzati", spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione, "richiede innanzitutto una organizzazione in rete di strutture ospedaliere e territoriali con vari livelli di responsabilità, in secondo luogo, ciascuno dei nodi della rete deve disporre di adeguati requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi e professionali; cruciale l'utilizzo di percorsi assistenziali condivisi e basati su linee guida di buona qualità".

Cartabellotta inoltre indica che le leggi non mancano, da oltre due anni infatti sono state fornite alle Regioni le indicazioni per organizzare 10 reti per patologia, al fine di definire per ciascun ospedale precise responsabilità cliniche e organizzative. E sottolinea che nel caso di Napoli "la task force ha rilevato che manca l'atto di programmazione delle nuove reti ospedaliere che con ogni tempestività dovrà essere adottato in conformità agli standard nazionali".

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