Probiotici, per la diarrea efficaci solo in un caso su tredici

Nutrizione | Redazione DottNet | 06/09/2017 19:17

Pediatra, sbagliato pensare che siano un farmaco importante

I probiotici, tanto di moda e spesso prescritti ai bambini quando si dà l'antibiotico per evitare la diarrea, sono nella maggior parte dei casi "un'operazione commerciale dai pochi benefici". Secondo le prove scientifiche di efficacia infatti, c'è 1 probabilità su 13 che si rivelino efficaci nel ridurre la diarrea.

Lo spiega il pediatra Costantino Panza, dell'Associazione culturale pediatri (Acp), in una revisione pubblicata sui QuaderniAcp. La continua "messa in vendita di nuove formulazioni e l'informazione data direttamente ai medici e, attraverso campagne pubblicitarie, alla popolazione, ne fanno tra i più venduti alimenti funzionali, con stime di oltre 15 miliardi di dollari l'anno nel mondo, e in Italia di oltre 360 milioni di euro l'anno", scrive Panza. Ma pur essendoci centinaia di prodotti, quelli per cui è stato "dimostrato questo tipo di beneficio, sono solo tre", continua Panza. Tra l'altro, perchè i probiotici siano efficaci, ne servono elevate quantità, dai 5 fino a 40 miliardi di CFU (unità formanti colonie) al giorno di Lactobacillus rhamnosus o Saccharomyces boulardii.

"Ma quando si comprano l'indicazione di solito è di 1-3 miliardi. E' scorretto pensare che siano un farmaco importante. Si fanno spendere soldi inutilmente. Spesso è una questione di ignoranza e mancanza di corretta informazione", rileva Panza. Quando il bambino ha la gastroenterite la terapia fondamentale è la reidratazione, ricorda il pediatra. "La cosa più importante è prescrivere l'antibiotico in modo motivato, cosa che in Italia spesso non si fa. E poi dare al bambino una dieta ricca di fibre, frutta, verdura e vitamina B, già dopo le prime 6 ore dall'inizio della diarrea. Niente dieta in bianco invece, perchè fa aumentare le scariche", conclude Panza.

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