L'autopsia conferma: la bimba è morta di encefalopatia malarica

Infettivologia | Redazione DottNet | 08/09/2017 14:41

Iss, nessuna prova che le zanzare italiane siano il vettore. Ricciardi, indagini su questi insetti molto difficili

L'autopsia ha confermato il referto e la diagnosi ospedaliera di morte per encefalopatia malarica". Lo riferisce il procuratore capo di Trento, Marco Gallina, a proposito della comunicazione verbale ricevuta sull'autopsia effettuata a Brescia per la bambina di 4 anni morta lunedì, dopo i ricoveri anche a Portogruaro e a Trento. La causa del decesso per Sofia è stata dunque proprio la complicanza cerebrale causata dalla malaria. "I periti adesso hanno chiesto 60 giorni di tempo per la relazione autoptica - conclude il procuratore - e lavoreremo per contribuire a chiarire la vicenda".  "La Procura di Trento ha trasmesso a Brescia il nulla osta per la sepoltura della bambina". Lo riferisce poco dopo le 18 il procuratore capo di Trento, Marco Gallina, conclusa a Brescia l'autopsia sulla piccola, disposta nell'ambito dell'indagine per omicidio colposo contro ignoti. "Tra mezz'ora quindi - aggiunge - i familiari avranno a disposizione la loro bambina".

L'indagine su come sia avvenuto il contagio della bimba morta di malaria è appena all'inizio, e ci vorranno diversi giorni solo per sapere se il plasmodio che ha colpito la piccola italiana è lo stesso della famiglia presente all'ospedale di Trieste. A fare il punto è Walter Ricciardi, presidente dell'Iss, che spiega come i '007' dell'istituto e del ministero stiano lavorando su tre ipotesi.   

"Gli esperti stanno studiando le caratteristiche delle zanzare locali sulla base di diverse ipotesi - ha spiegato Ricciardi a margine di un evento -. La prima è basata su un'analisi genetica, perché il parassita che ha colpito la bambina è lo stesso in generale, perché il plasmodio è il falciparum, ma questo non significa che sia identico, perché ci sono varie famiglie. Per questo bisogna fare il test del dna e vedere se c'è coincidenza. Se ci dovesse essere perfetta sovrapponibilità si apre uno scenario di un incidente ospedaliero che naturalmente dovrà poi essere analizzato per capire come sia avvenuto, perchè non è solo un piccolo frammento di sangue che deve essere passato, deve essere un incidente tale da ripetere artificialmente quello che fa la zanzara, prendere sangue infetto e reinserirlo nella bambina. Ci vuole un atto invasivo".

Per la verifica, spiega l'Iss, servirà ancora qualche giorno. Un'altra ipotesi è che a trasmettere la malattia sia stata una zanzara. "Va verificato come sia stato possibile che sia stata una zanzara anofele italiana, che in Italia è presente ma non è mai stato dimostrato che fosse capace di trasmettere il plasmodio falciparum - afferma Ricciardi -. Gli altri plasmodi sì, ma questo più pericoloso mai". Oppure, ed è la terza ipotesi - prosegue - "si tratta di una zanzara importata, che non è un caso raro, però a questo punto bisogna capire come sia stata possibile che si sia allontanata da un aeroporto, perché normalmente quelle importate non sopravvivono a lungo una volta arrivate in Italia e non vanno molto lontano dagli aeroporti.    Non è mai successo che una zanzara si sia spostata così tanto, si puó pensare che dall'aeroporto sia stata 'portata' con qualche altro mezzo, ma ritengo l'ipotesi impossibile". 

L'Ospedale di Portogruaro

''In queste zone non c'è pericolo di contrarre la malaria. Sul fronte ambientale, i campionamenti del dipartimento di prevenzione hanno accertato che sul litorale, e nello specifico a Bibione, non c'è presenza della specie di zanzara che può trasmettere la malaria''. Queste le parole del direttore generale della Aulss 4 Carlo Bramezza che ha anche escluso che Sofia al momento delle dimissioni dall'ospedale di Portogruaro avesse sintomi di malaria.

''Al momento della dimissione della bimba, non era presente alcun sintomo riconducibile a malaria o ad altre malattie infettive", ha riferito Carlo Bramezza, che fin dal primo giorno aveva messo a disposizione l'intera documentazione. Sul fronte degli accertamenti, dunque, per capire dove la piccola possa aver contratto la malaria, i carabinieri dei Nas, che erano accompagnati da componenti della Commissione del ministero della Salute e personale dell'Iss, hanno acquisito all'ospedale di Portogruaro la documentazione sanitaria della piccola Sofia, ricoverata nel nosocomio veneto dal 13 al 16 agosto.

"Ritengo che questo incontro sia servito a chiarire ulteriormente la posizione dell'Ulss 4 nell'ambito di questa tragedia", ha detto Bramezza. Il caso di malaria mortale che ha colpito la piccola Sofia, che in agosto ha passato alcuni giorni di vacanza in un camping a Bibione (Venezia), non ha portato strascichi sulla stagione turistica della località balneare veneta, che volge lentamente al termine. Il presidente dell'Associazione bibionese albergatori (Aba), Silvio Scolaro, nel rinnovare il suo pensiero alla piccola e la solidarietà alla famiglia, rileva come "nei primi giorni dal fatto abbiamo ricevuto alcune telefonate per avere informazioni sulla vicenda e se ci fosse pericolo ma una volta rassicurati, i nostri clienti non hanno disdetto e sono venuti nella nostra cittadina balneare".

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