Meccanismi di infiammazione nell'alopecia areata

Dermatologia | Redazione DottNet | 17/02/2009 14:54

Presso il Dipartimento di Patologia della Facoltà di Medicina della Adnan Menderes University in Turchia è stato condotto uno studio sull’ alopecia areata (AA) per individuare la correlazione tra meccanismi infiammatori, espressione dei neuropeptidi e caratteristiche cliniche varie.

24 pazienti con chiazze di alopecia areata (AA) sono stati inclusi nello studio e su 48 campioni di cute con e senza lesioni è stato effettuato esame immunoistochimico per valutare la presenza di anticorpi CD1a, CD3, CD4, CD8, CD20, CD57 (per cellule natural killer), mastociti triptasi, NGFR, e sostanza P (SP). Sono stati registrati risultati clinici e misurati i livelli di stress psicologico dei pazienti e lo stress ormone-correlato. Sulle lesioni cutanee sono stati osservati più linfociti CD3(+), CD8(+) e CD57(+), mastociti, cellule di Langerhans e maggiore immunoreattività di NGFR e SP; sulla pelle priva di lesioni è stata riscontrata presenza di cellule CD3(+) e CD57(+) e NGFR di fibre nervose. Dunque, NGFR e SP, e SP e infiltrati perivascolari di mastociti sono associabili a cute non lesionata. Quasi la metà dei pazienti presentava alti livelli di stress. Non è stata evidenziata correlazione tra parametri biochimici, fisiologici e clinici.
Dunque, è stato concluso che l’alopecia areata può coinvolgere tutta la zona cutanea in cui ricorrono lesioni come risultato di una risposta infiammatoria citotossica T-cellule-mediata avviata da cellule di Langerhans e mastociti attivati attraverso i neuropeptidi.
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