Chirurgia plastica: Martini contro giungla filler, mai ricorrerei a punturine

Redazione DottNet | 17/02/2009 14:56

Mettere ordine nella "giungla dei filler" per spianare le rughe e attenuare i segni del tempo. "Oggi non sappiamo con precisione quali sostanze siano usate, nè conosciamo le modalità di somministrazione o i problemi che si possono verificare, al di fuori delle confessioni anche clamorose di attrici e personaggi famosi”.

“E spesso nemmeno i pazienti sanno cosa è stato somministrato loro, ma finiscono dal medico con paralisi facciali, infezioni, infiammazioni. E' doveroso intervenire per mettere ordine nel settore". Parola del sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che intervenendo a Roma a un incontro sui rischi della medicina estetica, ha confessato: "Non sono contraria alla chirurgia plastica, ma non mi sottoporrei mai ai filler. Mi sembra – ha aggiunto - che chi li prova debba fare una sorta di abbonamento al ritocco, e sinceramente vedo visi spesso non gradevoli".
Insomma, le punturine anti-età non convincono il sottosegretario. "Anche perché spesso le pazienti ignorano quali sostanze siano state iniettate. Oltretutto nel mercato italiano arrivano sostanze da Paesi extraeuropei che sfuggono ai nostri controlli: dunque – ha avvertito la Martini - è bene tenere d'occhio le offerte di trattamenti a prezzi troppo scontati. E dal momento che in alcuni casi non si tratta di farmaci, questi materiali sfuggono ai controlli". Una situazione che deve cambiare, ha sottolineato il sottosegretario. "Gli eventi negativi sono pochissimi, ma fanno scalpore – ha detto da parte sua Carlo D'Aniello, presidente della Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica) - anche perché spesso sono confessati da persone famose. Da parte nostra – ha concluso - siamo totalmente dalla parte del ministero nell'intento di mettere ordine nel settore, a garanzia della sicurezza".
 

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