Sesti, la Rete diabetologica italiana va difesa contro l'epidemia

Diabetologia | Redazione DottNet | 12/09/2017 13:09

Si registra una minore mortalità tra i malati seguiti nei Centri. Nel mondo vi sono oltre 415mln di diabetici

Il diabete sta assumendo le caratteristiche di una vera propria epidemia con gravi riflessi sulle politiche economiche: secondo le stime dell'International Diabetes Federation, si contano infatti nel mondo circa 415 milioni di malati e questo numero è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040. Per questo, "attenzione a non smantellare la rete diabetologia italiana, fiore all'occhiello della sanità".    Il richiamo arriva dal presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), Giorgio Sesti, in occasione del convegno dell'Associazione europea studio del diabete (Easd). Proprio grazie alla Rete, messa oggi a rischio anche dagli scarsi finanziamenti, in Italia si registrano, spiega l'esperto, "i più bassi tassi di complicanze croniche e di eccesso di mortalità nei diabetici e coloro che sono assistiti nei Centri diabetologici hanno una minore mortalità totale e cardiovascolare rispetto a chi non li frequenta".

Il tasso di prevalenza del diabete in Italia è pari al 6,2% ma circa un milione di italiani è affetto da diabete senza saperlo. Anche il diabete tipo 1 è in crescita. Studi italiani hanno dimostrato che il diabete tipo 2 si associa inoltre ad un eccesso di mortalità del 35-40%. Ma il diabete rappresenta anche un grave onere a carico dei bilanci economici dei sistemi sanitari: il costo medio annuo per paziente è pari a 2792 euro, con un peso dell'assistenza ospedaliera pari al 51% e della spesa farmaceutica del 32%. La maggior parte della spesa è però determinata dal trattamento delle complicanze. I costi indiretti della malattia ammontano inoltre a 12 miliardi di euro in gran parte attribuibili a prepensionamenti e assenze dal lavoro.

Da qui, rileva Sesti, "il ruolo fondamentale delle Reti sul territorio: il Piano Nazionale della Malattia Diabetica, varato nel 2012, prevede una presa in carico dei malati da parte dei centri diabetologici, con una gestione integrata con i medici di famiglia". Ciò considerando, conclude, che "i team diabetologici costano l'1% del totale della spesa sostenuta per curare le persone con diabete e possono contribuire a ridurre l'altro 99% delle spesa attraverso, tra l'altro, la prevenzione delle complicanze e accorciando le degenze". 

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