Pillola contro lo zucchero migliora la cura del diabete giovanile

Diabetologia | Redazione DottNet | 13/09/2017 20:50

Studio mondiale: elimina l'eccesso di glucosio dalle urine. Presto sul mercato

Passi Avanti contro il diabete di tipo 1, quello che colpisce in prevalenza i giovani: potrebbe infatti essere presto in arrivo un nuovo farmaco con una funzione 'sugar-killer', ovvero in grado di abbassare il livello di glucosio nel sangue. E' una pillola da prendere giornalmente e l'obiettivo e' quello di ridurre cosi' le dosi di insulina che questi pazienti devono necessariamente somministrarsi.

Lo studio e' stato presentato al Congresso dell'Associazione Europea per lo studio del diabete (Easd) e contemporaneamente pubblicato sul New England Journal of Medicine, ma gli esperti invitano comunque alla cautela ricordando come per questa forma di diabete la terapia insulinica resti al momento insostituibile. Lo studio, cui hanno preso parte 1.402 soggetti con diabete 1, ha visto coinvolta anche l'Italia con l'Università Campus Bio-Medico (Ucbm) di Roma ed ha interessato in tutto 133 centri dislocati in 19 paesi. Il farmaco (Sotagliflozin) si è dimostrato capace di abbassare la glicemia e l'emoglobina glicata dei pazienti (che è indice di buon controllo della malattia) e di ridurre la dose quotidiana d'insulina necessaria.

Tenere meglio sotto controllo la malattia grazie a questo farmaco, spiega il primo autore Paolo Pozzilli, docente UCBM, "può significare un minor rischio di complicanze a lungo termine. La nuova compressa cancella inoltre gli sbalzi glicemici e porta all'eliminazione dell'eccesso di zucchero attraverso le urine". Si tratta di un "passo Avanti" secondo il presidente della Societa' italiana di diabetologia (Sid) Giorgio Sesti, il quale invita pero' alla prudenza: "Si tratta di un farmaco intelligente. Da un lato, agisce, chiudendolo, sul 'rubinetto' di entrata del glucosio, ovvero l'intestino e dall'altro apre il rubinetto di eliminazione del glucosio, ovvero il rene. Cio' implica una riduzione del fabbisgno di insulina e rappresenta un grande miglioramento, tuttavia - avverte - al momento non c'e' ancora un protocollo definito e parlare di una riduzione delle dosi di insulina puo' essere rischioso. Quest'ultima, infatti, al momento e' l'unica terapia per I diabetici di tipo 1".

Passo successivo, dunque, chiarisce Sesti, "sara' stabilire in un protocollo come concretamente poter 'scalare' le dosi di insulina evitando ogni rischio di complicanze". Il diabete di tipo 1, ricorda il diabetologo Andrea Giaccari del Policlinico Gemelli di Roma, "e' una malattia autoimmune. Questo e' il primo farmaco effettivo che arrivera' in Europa per il diabete 1, sempre in aggiunta alla terapia con insulina. Sicuramente uno strumento in piu', che va utilizzato pero' con grande controllo". Infatti, gran parte dei 300mila italiani affetti da diabete 1 sono giovani e "bisogna evitare il rischio - conclude - di un uso scorretto di tale farmaco che, va ribadito, non e' assolutamente sostitutivo dell'insulina".

Fonte: ansa

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