Figlio da uomo in coma, polemiche per il prelievo del seme

Medicina Generale | Redazione DottNet | 18/02/2009 08:37

Fra un mese il professor Severino Antinori, presidente dell'associazione mondiale di medicina della riproduzione, utilizzerà le tecniche di fecondazione assistita per dare alla moglie di un uomo in coma il figlio che desidera. Il prelievo del seme è stato effettuato dallo stesso medico, entrato nella vicenda a sorpresa, il quale ha spiegato di essere intervenuto a titolo gratuito per motivi di ''umanità''.

Una vicenda che in Italia non conta precedenti e che per Elio Sgreccia, presidente emerito della pontificia Accademia per la Vita, rappresenta un ''illecito grave''. Sgreccia si dice contrario alla richiesta della donna perchè, ''per un atto di procreazione, come dice anche la legge 40, ci vuole la manifestazione esplicita del consenso di entrambi i futuri genitori''. Una documentazione di consenso che secondo i medici tuttavia esiste e che sarebbe a disposizione della magistratura. Antinori ha effettuato il prelievo di liquido seminale dall'uomo di 35 anni di Vigevano ricoverato in coma, per un tumore, nel reparto di rianimazione dell'Irccs. L'intervento è stato effettuato con un ago sottile, su più punti. Il liquido verrà conservato a Roma a -197 gradi. Fra un mese si procederà alla fecondazione come aveva chiesto la moglie dell'uomo in coma. Secondo il professor Antinori la procedura, che per la prima volta viene eseguita in Italia su una persona in coma, si svolge nei limiti di legge seguendo un'ordinanza del giudice. Secondo Claudio Diani, avvocato della signora se ci saranno questioni, si dovrà ''cercare di ricostruire il desiderio del marito di avere un figlio. Insomma dovrò ricostruire la sua volontà, proprio come è accaduto per Eluana''. L'autorizzazione per il prelievo di liquido seminale è arrivata alla Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia. Ma secondo Domenico Danza, direttore del Centro Mediterraneo Medicina della riproduzione di Salerno e Consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni, la possibilità di procedere alla fecondazione in vitro nel caso della donna di Vigevano, che vuole un figlio dal marito in coma, ''appare non percorribile in quanto la legge 40/04 all'articolo 6 sancisce l'obbligo del consenso scritto della coppia come testimonianza inequivocabile della manifestazione di volontà di eseguire una tecnica di PMA, e nel caso specifico sembra che questo requisito manchi''. La donna, una 40enne vigevanese, aveva chiesto di poter avere un figlio dal marito in coma. Per questo si era rivolta al centro di Criopreservazione dell'azienda ospedaliera di Padova, disponibile ad effettuare il prelievo. E il San Matteo ha autorizzato l'intervento. Ma, considerate le condizioni dell'uomo, la famiglia avrebbe deciso di accelerare i tempi, aderendo alla disponibilità del professor Antinori che si è recato al policlinico di Pavia per prelevare il liquido seminale.

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