Ostruzionismo al biotestamento. La relatrice: così mi ritiro

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 28/09/2017 17:37

De Biasi, "Via i 3 mila emendamenti, non snaturare il ddl"

Sul ddl in merito alle disposizioni anticipate di trattamento (Dat), o Biotestamento, incombe la 'scure' dell'ostruzionismo: sono infatti circa 3.000 gli emendamenti presentati e la relatrice, la presidente della commissione Sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi, minaccia di dimettersi "se non saranno ritirati". Ma dalla De Biasi arriva anche un'apertura: "Sono pronta al dialogo - afferma - purché però la legge non venga snaturata".    In commissione Sanità sono ad oggi giunti i pareri previsti dalle commissioni competenti e, "non appena giungerà anche il parere della Bilancio sugli emendamenti - ha spiegato De Biasi - saremo in grado di iniziare le votazioni".

La fase di illustrazione degli emendamenti al ddl sul Biotestamento "è terminata e dalla settimana prossima, non appena la commissione Bilancio comincerà e reinviarci gli emendamenti, potremo cominciare a votare in commissione, precisa  De Biasi.

Tutto però dipenderà dalla volontà di dialogare e di evitare l'ostruzionismo: "Se non verrà ritirata la gran parte dei circa 3000 emendamenti presentati sono pronta a dimettermi da relatore per mettere tutto nelle mani della Capigruppo, che potrà decidere di mandare il provvedimento direttamente in Aula. La mia richiesta - ha spiegato De Biasi - è che la maggior parte degli emendamenti venga ritirata, sapendo che 3mila sono impossibili da esaminare, ed anche se fossero 1.500 sarebbe impossibile, a fine Legislatura, portare a termine una legge". Ciò anche considerando, ha precisato, che il provvedimento "è previsto in Aula per il 18". Tuttavia, ha chiarito, "bisogna capire quali sono i punti di ricaduta, poichè la legge non va snaturata o modificata nella sostanza". Ciò significa che "ci sono alcune questioni aperte e alcuni punti su cui si può ragionare", ma su alcuni punti centrali della legge "non si torna indietro".

E' il caso della possibilità di poter disporre per determinate situazioni l'interruzione della nutrizione artificiale: "Su questo punto - ha detto De Biasi - non si ragiona". Altro punto su cui "non si torna indietro riguarda l'espressione della volontà dell'individuo, che va comunque rispettata". In altre parole, "ci sono dei punti di non ritorno - ha affermato - ma sul resto vediamo che proposte vengono fatte e poi decideremo.    Va però rimarcato che siamo comunque in una fase avanzata, perchè il provvedimento era bloccato e lo abbiamo sbloccato". Che il testo rimanga dunque uguale a quello uscito dalla Camera o subisca modifiche, non sostanziali, ha affermato la relatrice, "dipende dalla volontà di tutti di non attuare ostruzionismo in Aula".

Un annuncio, quello delle possibili dimissioni, criticato da Gian Luigi Gigli, gruppo DeS-Cd e presidente del Movimento per la Vita: "Portare in Aula il testo senza relatore, per aggirare le difficoltà in Commissione, equivarrebbe ad una prova muscolare inaccettabile in una materia così delicata", afferma. Anche il M5S va all'attacco affermando che "qualsiasi ulteriore compromesso al ribasso sulla legge lo rigetteremo al mittente". Inoltre, la proposta di modificare il testo prevedendo il passaggio da 'disposizioni' anticipate di trattamento a 'dichiarazioni', come richiesto nel parere formulato dalla commissione Affari costituzionali, "sarebbe - afferma il M5S - inaccettabile". La deputata di Articolo Uno-Mdp Delia Murer avverte, invece, che si rischia di "vanificare tutto il lavoro svolto, poiché l'eventuale cambiamento del testo comporterebbe il rinvio della legge alla Camera, impedendo di fatto l'approvazione di una norma che l'Italia attende ormai da anni".

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