Cancro per 370mila lombardi entro 2010, i centri fanno rete

Redazione DottNet | 18/02/2009 12:44

Entro il 2010 almeno 370 mila lombardi avranno sperimentato il cancro. La Regione ha dati da record: i tassi di incidenza e mortalità registrati sia negli uomini che nelle donne sono marcatamente superiori a quelli della media nazionale, e lievemente superiori ai dati del Nord Italia.

E' lo scenario che ha spinto la Regione a correre ai ripari per affrontare adeguatamente la richiesta di cure dei cittadini, ottimizzando i costi con terapie sempre più 'tagliate su misura' per ciascun paziente. La strategia? Mettersi in rete, per agevolare lo scambio di conoscenze, la condivisione di protocolli e il lavoro di ricerca. Per fare fronte unico contro una malattia che nel 2005 ha ucciso 22500 persone in regione. E che diventa sempre più un problema sociale. Secondo i dati nazionali, infatti, oltre il 50% delle persone che hanno fatto i conti con il cancro è in vita a cinque anni dalla diagnosi. La Rete oncologica lombarda (Rol), è un 'work in progress': i 22 Dipartimenti interaziendali oncologici provinciali (Dipo) in cui è al momento organizzata (8 a Milano, due a Monza e Vimercate e uno in ogni altra Provincia) puntano a collegare pian piano tutte le strutture, pubbliche e private, che offrono servizi per i pazienti affetti da tumore. Dalla diagnostica fino all'assistenza domiciliare. "Ed è arrivato il momento di inserire anche il volontariato nella rete perchè gioca un ruolo fondamentale nell'assistenza al paziente in quanto persona", sottolinea Carlo Lucchina, direttore generale della Sanità lombarda. In futuro, ragionano gli esperti, nella Rol ci sarà spazio anche per i medici di medicina generale e persino per i farmacisti.

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