Inchiesta procura Bari, aziende patteggiano per 7 mln euro

Redazione DottNet | 18/02/2009 15:50

Ammonta a 7 milioni e 119 mila euro la somma, comprensiva di interessi, versata da nove importanti aziende farmaceutiche per scongiurare la possibile interdizione delle loro attività nel caso di un esito negativo del procedimento penale della Procura della Repubblica di Bari in seguito all'inchiesta e agli oltre 100 arresti eseguiti complessivamente dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni sanitarie e in parte dalla Polizia municipale del capoluogo pugliese nel 2003 e nel 2005.
 

Le due operazioni, denominate rispettivamente 'Ippocrate 1' e 'Ippocrate 2', si riferivano a fatti accaduti tra il 2002 e il 2004 e condussero anche al sequestro di 11 farmacie convenzionate con il servizio sanitario nazionale.
Nel 2006 le indagini si conclusero con il rinvio a giudizio di 105 persone: medici, farmacisti, informatori scientifici e dirigenti di Asl e di azienda. La Procura della Repubblica di Bari, contestualmente, chiese al Giudice per le indagini preliminari l'emissione di un provvedimento di interdizione a carico delle nove società farmaceutiche al fine di sospendere le attività di commercializzazione dei farmaci in Italia. Alle aziende e' stato contestato di non aver impedito ai loro dirigenti la commissione, nell'esercizio delle loro attivita', dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla truffa ed al falso. Oggi il procuratore capo facente funzione, Emilio Marzano, ha spiegato in conferenza stampa (presente il pm Ciro Angelillis) che anche l'ultima azienda farmaceutica ha versato la somma ad essa spettante alla filiale della Banca Nazionale del Lavoro della Procura della Repubblica.