Undici milioni i fumatori, il 65% prova a smettere senza riuscirci

Otorinolaringoiatria | Redazione DottNet | 03/10/2017 16:25

In Italia ci sono 1,3 mln di 'svapatori', il +25% rispetto al 2016

In Italia i fumatori sono oltre 11 milioni. Il 65% ha provato a smettere senza riuscirci, ma solo lo 0,1% si rivolge ai centri antifumo. L'abitudine al fumo e' responsabile di non meno di 70mila decessi l'anno. Non solo: il fumo ha un costo notevole per le casse dello Stato, pari a 6,5 miliardi di euro. Il quadro è stato tracciato al convegno "Un futuro senza sigarette. La riduzione del danno tra consapevolezza e informazione" organizzato oggi a Roma da Anafe, Associazione nazionale produttori di sigarette elettroniche aderente a Confindustria. "I fumatori sono 11 milioni, la politica deve prenderne atto - spiega Ignazio Abrignani, presidente intergruppo parlamentare per le sigarette elettroniche - per questo con alcuni colleghi abbiamo cercato di fare considerazioni su ciò che si può fare per la salute, cercare di capire esperienze come quella della sigaretta elettronica. Siamo stati i primi a chiedere che venissero incrementati gli studi sulla sigaretta elettronica.    Quello che è certo è che fa molto meno male del fumo di sigaretta tradizionale". 

  "È la combustione la principale responsabile della tossicità delle sigarette - evidenzia Fabio Beatrice, direttore S.C.    Otorinolaringoiatria e Centro Antifumo dell'ospedale San Giovanni Bosco di Torino - i fumatori che non sono riusciti a smettere con i metodi tradizionali dovrebbero essere supportati ad utilizzare la sigaretta elettronica, che è del 95% meno tossica della sigaretta normale. D'altra parte, il vero interesse per l'ecig e i riscaldatori non riguarda esclusivamente un uso medicale nell'ambito del sostegno alla cessazione, ma più semplicemente un processo di sostituzione della sigaretta, con l'obiettivo ultimo di ridurre le malattie correlate al fumo e i decessi". 

Sono 1,3 milioni gli 'svapatori', cioè gli utilizzatori di sigarette elettroniche. Il 50%, la metà, utilizza solo le ecig. Il dato è in crescita del 25% rispetto al 2016. A fare il quadro l'Anafe, Associazione nazionale produttori di sigarette elettroniche aderente a Confindustria, in un convegno a Roma dal titolo "Un futuro senza sigarette . La riduzione deL danno tra consapevolezza e informazione" . "La sigaretta elettronica, senza proclami e molti interventi pubblicitari si è dimostrata in grado di appassionare gli utilizzatori. Il Made in Italy in questo settore e' sinonimo di qualità" spiega Massimiliano Mancini, presidente Anafe.  

"E' compito della politica prendere consapevolezza del fatto che tutti i nuovi prodotti a rischio ridotto, a cominciare dalle ecig, vanno tutelati non tanto come strumento per smettere di fumare, ma per la riduzione del rischio rispetto alle sigarette tradizionali e per la minor spesa sanitaria per lo Stato " evidenzia Ignazio Abrignani, presidente dell'Intergruppo parlamentare sigarette elettroniche.    "L'aspetto fiscale è senza dubbio centrale- ha aggiunto- e' necessaria una tassazione sostenibile, ma è opportuno attendere il pronunciamento della Corte Costituzionale sul regime di tassazione delle sigarette elettroniche che dovrà decidere la cornice entro cui sarà opportuno e giusto muoversi".

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