Cannabis: la Camera anticipa l'esame del ddl, proposta anche dal M5S

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 03/10/2017 19:50

A causa della scarsa disponibilità nelle farmacie "i malati sono costretti molte volte a rivolgersi al mercato illegale o a coltivarla in casa"

 I riflettori si riaccendono, con un anticipo rispetto ai tempi previsti, sul ddl trasversale sulla cannabis ad uso terapeutico: l'esame del provvedimento, fissato in Aula alla Camera per gli inizi di novembre, è stato infatti anticipato dalla Conferenza dei capigruppo a partire dal 17 ottobre, mentre slitta di due settimane l'esame del ddl Falanga sull'abusivismo previsto all'ordine del giorno dell'Aula in questa settimana. E in attesa che il testo approdi a Montecitorio, il M5S ha presentato una propria proposta di legge che prevede la possibilità di coltivare a casa un massimo di 4 piante di cannabis ad uso terapeutico per ogni malato.

Una pdl, quella presentata oggi dai sentaori M5S Lello Ciampolillo ed Enrico Cappelletti, che hanno anche annunciando la richiesta di calendarizzazione urgente del provvedimento, che parte da una constatazione di fatto: "Oggi i malati per i quali è consentito l'uso dei preparati a base di cannabis terapeutica - ha spiegato Ciampolillo - devono spesso attendere anche mesi prima di poter ottenere il prodotto dalle farmacie, e questo perchè la cannabis terapeutica, fornita dalle importazioni dall'Olanda e dall'Istituto chimico farmaceutico di Firenze, non è in quantità sufficiente e non riesce a soddisfare la domanda.    Con la nostra pdl, prevediamo la possibilità di coltivare a casa un massimo di 4 piante a malato, proprio per poter garantire la continuità terapeutica a pazienti che non possono aspettare e hanno invece bisogno di una disponibilità certa e immediata di tale prodotto".

Da qui la pdl M5S che, contando un solo articolo, ha chiarito, "può essere approvata in poche settimane ed arrivare all'approvazione finale entro l'anno. Penso ci siano i numeri per ciò". Quanto al ddl già presentato alla Camera, "si tratta di due provvedimenti diversi ed inoltre - afferma Cappelletti - non credo ci siano i tempi per l'approvazione del ddl alla Camera dato che siamo in fase finale di Legislatura. Ad ogni modo, se fosse approvato e arrivasse al Senato, potrebbe avere un andamento congiunto con la nostra pdl". Intanto, le associazioni lanciano l'allarme: "Per tanti malati, come i pazienti con sclerosi multipla o oncologici, il poter disporre della cannabis terapeutica contro il dolore deve poter essere una certezza - ha affermato il presidente dell'Associazione Canapa Caffè, Carlo Monaco -. Al contrario, il malato deve affrontare un caos burocratico solo per poter arrivare ad ottenere la prescrizione, ma poi è abbandonato a se stesso sul come reperirla. Oggi i malati sono in uno stato di emergenza".  

Resta invece la polemica su "una legge attesa da molti che però rischia di disattendere le aspettative", come sottolinea il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana-Possibile Giulio Marcon, che lancia "un appello a tutti quei parlamentari che hanno sottoscritto la proposta di legge dell'intergruppo per la legalizzazione affinché nel passaggio in Aula si ripristini lo spirito originario della legge che prevedeva sia la legalizzazione per uso terapeutico che per quello ricreativo".    Solo così, conclude, "le aspettative non verranno deluse e si potrà combattere le mafie su un terreno nuovo come quello economico, visto che il volume di affari sui derivati della cannabis si aggira intorno ai 10 miliardi di euro l'anno".

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