Congresso Fimmg: dalla mancanza di Mmg alla Convenzione

Medicina Generale | Redazione DottNet | 05/10/2017 10:15

E' in corso l'evento del sindacato dei medici di famiglia

La crescente minaccia della desertificazione sanitaria, ossia la progressiva chiusura degli studi medici per mancanza di ricambio generazionale, continua a essere la preoccupazione prioritaria dei generalisti della Fimmg. Lo confermano i primi giorni di lavori del 74esimo Congresso nazionale del sindacato (clicca qui per scaricare la relazione del segretario Scotti), in corso da lunedì a Domus de Maria, in provincia di Cagliari. «Il tema del turn over generazionale in Medicina generale» ha detto ieri Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg «deve essere la base di tutti i ragionamenti. Qualcuno pensa che la gestione delle Cure primarie di 15 milioni di italiani possa essere risolta centralizzando l'offerta, niente di più falso: basterebbe considerare che le sole aree metropolitane di 14 città italiane sommano poco più del 10% del territorio nazionale ma accolgono 21 milioni di abitanti. I cittadini che risiedono nel resto del Paese – e che già oggi devono servirsi di strutture sanitarie distanti e non facilmente raggiungibili – rischiano di perdere ogni riferimento. Non comprendere che il medico di famiglia dei paesini è presidio sanitario indispensabile, significa perseguire la scomparsa del Servizio Sanitario Nazionale». Saranno 35.224 i medici di famiglia che nel 2027 andranno in pensione e 5.080 gli studi medici che dovranno così chiudere i battenti, con una conseguenza devastante: lasciare senza assistenza territoriale più di 15milioni di cittadini, dice Scotti nella sua relazione. Numeri importanti che manderanno in crash il sistema. Sempre che non vengano attuate azioni risolutive per risolvere il problema del ricambio generazionale. Il grazie di Scotti va anche al ministro Lorenzin, che in un lungo intervento a braccio, ha infatti riconosciuto l’importanza strategica dei medici di medicina generale nella continuità delle cure sul territorio e l’influenza positiva che il capitale umano ha sull’economia del Paese. E ha quindi auspicato il rinnovo della convenzione.
 
“Il Piano nazionale della prevenzione, il Piano nazionale della cronicità, la realizzazione dei nuovi Lea, tutta la visione di impostazione tra territorio e ospedale passa attraverso i medici di famiglia – ha sostenuto – ma deve essere chiaro a tutti il ruolo dei Mmg, che non vedo in contrasto con gli specialisti ospedalieri. Sono due settori che devono lavorare insieme. E un ruolo importante che ci aspettiamo dai medici di famiglia, oltre quello di primo pinaio nella terapia e nella cura, è la capacità di fare prevenzione. Il Piano nazionale vaccini, vince se la battaglia passa dai Medici di medicina generale e dai Pediatri di libera scelta. Da chi è in contatto con la famiglia”.
 
Un passaggio fondamentale è l’Acn, ha riconosciuto Lorenzin. “Quello che c’è è vecchio e va riattualizzato per adeguarlo ai cambiamenti che vi chiediamo di realizzare – ha aggiunto rivolgendosi ai medici –. Siamo in un momento straordinario perché tutta la Pubblica amministrazione è in una fase di crescita. Ci sono anche più risorse, certo non sono infinite e vanno riutilizzate in modo accorto. Il miliardo in più previsto dal Def sarà un’ottima base di partenza per il confronto in sede di legge di Bilancio. Credo potremo aumentare le risorse anche se i margini sono stretti. Credo anche che potremo lavorare sugli investimenti infrastrutturali. In sede di bilancio, sempre con senso di grande responsabilità, cercheremo quindi di far valere le regioni del servizio sanitario nazionale per la salute dei cittadini”.

Tante le aperture sulla Convenzione. Massimo Garavaglia, presidente de Comitato di settore ha riconosciuto che il periodo è complicato esprimendo però la sua ferma intenzione nel voler portare a casa la convenzione, entro Natale. “Su questo c’è il nostro impegno – ha detto – non sarà facile, ama è importante perché abbiamo davanti la grande sfida della cronicità. Una sfida che si vince se lavoriamo tutti insieme. Certo, c’è il problema delle risorse. Il Fsn è sottostimato ma la battaglia che faremo con il ministro è riportarlo a un livello dignitoso. Non chiediamo la luna ci accontenteremo che il miliardo in più che era previsto resti. Questo consentirebbe di chiudere in maniera positiva non solo la convenzione ma anche il contratto. E mettere così un po’ di benzina per far funzionare il sistema”.
 
Siamo in una situazione favorevole che conviene utilizzare” ha sottolineato Antonino Saitta coordinatore degli assessori alla salute delle Regioni. “Le questioni poste dalla Fimmg – ha sottolineato – sono condivisibili, abbiamo una scadenza, quella della Convenzione, che ci impegneremo a rispettare. La riorganizzazione del sistema passa anche attraverso l’attuazione del Piano cronicità che grazie all’Acn potrà essere realizzato. E non si può che ripartire dai medici di famiglia, la porta di ingresso al Ssn. Non ci sono altre soluzioni”.

Tra i temi affrontati al Congresso, anche il fenomeno degli integratori e fitoterapici. Rispetto ai quali medico e farmacista si confermano il primo riferimento per il consumatore che cerca un consiglio sul tema. E quindi, «per questi professionisti aggiornarsi costantemente sulla materia è un obbligo». Lo ha detto Walter Marrocco, responsabile scientifico della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), a margine Il consumatore di integratori, ha detto in particolare Marrocco, si rivolge a medico o farmacista nel 70% dei casi, e il messaggio che deve arrivare all’unisono da entrambi è che nutraceutici e fitoterapici da soli non bastano, «serve anche uno stile di vita sano». Fondamentale dunque, ha continuato Marrocco, che la formazione rivolta ai due professionisti contenga non solo nozioni su azione e caratteristiche degli alimenti funzionali, ma anche le regole base della comunicazione con il paziente, «perché questi prodotti incidono sugli stili di vita e sulle abitudini di autocura».

Molti gli interventi: “I medici di famiglia sono il baluardo della salute di questo Paese” ha detto il presidente di Assogenerici Enrique Hausermann che ha chiesto con forza che la salute venga posta al centro della politica. Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria ha ricordato che grazie agli sforzi fatti, l’Italia ha raggiunto obiettivi ragguardevoli: “Ma c’è bisogno ti mettere il ruolo del medico al centro, lasciare una libertà prescrittiva nelle sue mani ed anche portare avanti progetti di ricerca con la collaborazione dei medici di famiglia”.
La Presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani, ha invece posto l’accento sulla necessità di combattere la violenza verso le donne medico plaudendo al lavoro svolto da Tommasa Maio, Segretario nazionale Fimmg Settore Continuità Assistenziale che ha consegnato nelle mani del Ministro un dossier sullo stato dell’arte della sicurezza negli ambulatori. E anche sulla necessità di recuperare autorevolezza per le professioni.

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