Pesticidi, scontro Pe-Commissione sulle sostanze nocive

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 05/10/2017 13:20

Europarlamento pone il veto ai criteri sugli interferenti endocrini

Per un pugno di voti la plenaria dell'Europarlamento ha respinto in toto la proposta della Commissione europea che stabilisce criteri scientifici comuni per identificare, nei pesticidi, gli interferenti endocrini, ovvero sostanze con proprietà di alterare la normale funzionalità ormonale, e legate all'insorgere di obesità, diabete, tumori e infertilità.

Una proposta che era già stata approvata a livello tecnico dagli Stati, ma che, secondo gli europarlamentari conteneva troppe deroghe, per troppi agenti chimici, con la Commissione accusata di andare oltre il mandato previsto dal regolamento sui pesticidi del 2009, che impone all'Ue di darsi parametri condivisi. Ed è scontro tra le istituzioni Ue. Eurodeputati, ong, e anche l'industria dei pesticidi chiedono alla Commissione di presentare un'altra proposta. L'Esecutivo europeo non nasconde il disappunto per aver visto andare in fumo un lungo lavoro di mediazione, soprattutto tra i Paesi dell'Unione che, in ventuno, avevano approvato la decisione lo scorso luglio. Stati che, oggi, si guardano bene dal reagire alla notizia.

"E' il momento della riflessione", dice il commissario Vytenis Andriukaitis, secondo il quale l'Europarlamento "ha deciso di interrompere l'adozione di criteri scientifici che avrebbero assicurato una migliore tutela della salute umana e dell'ambiente e servivano come primo passo per una strategia più ampia". Fonti vicine al dossier dicono che l'Esecutivo potrebbe anche considerare di aver adempiuto agli obblighi di legge e non presentare una nuova proposta. Cosa che normalmente potrebbe fare, visto che il diritto dell'iniziativa legislativa appartiene alla Commissione. Ma in questo caso l'Esecutivo Ue è già stato condannato nel 2015 dalla Corte di giustizia europea per il ritardo con cui ha presentato una proposta che doveva essere messa sul tavolo entro il dicembre 2013.

Le sostanze che possono interferire con il sistema ormonale non sono contenute solo nei prodotti per la protezione delle colture, ma anche in imballaggi, detersivi, materiali vari, giocattoli. La definizione di criteri scientifici comuni a livello comunitario, che superino quelli provvisori utilizzati oggi, è un passo necessario per poterle regolamentare. Nell'estate del 2016 la Commissione ha presentato la sua proposta ai Paesi Ue che, dopo un lavoro lungo un anno, l'hanno approvata a larga maggioranza. Lo stesso approccio è stato applicato ai biocidi, come disinfettanti e insetticidi. Ora è tutto da rifare, con gli europarlamentari che chiedono di ripartire da meno deroghe e più attenzione per i consumatori.

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