Tumori: prove di efficacia solo per la metà dei farmaci approvati

Farmaci | Redazione DottNet | 05/10/2017 18:50

In molti casi non c'è garanzia che allunghino o migliorino la vita

Per molti dei farmaci antitumorali approvati dalle autorità europee negli ultimi anni non ci sono prove evidenti della capacità di allungare o migliorare la vita dei pazienti. Lo afferma uno studio del King's College e della London School of Economics pubblicato da Bmj, che chiede di rivedere i criteri di approvazione.    I ricercatori hanno esaminato 68 farmaci antitumorali approvati dall'Ema tra il 2009 e il 2013. Il 57% di questi è arrivato sul mercato senza una evidenza certa di una estensione della sopravvivenza o di un miglioramento della qualità della vita dei pazienti. Dopo cinque anni sul mercato in soli otto casi si è poi verificato un effettivo beneficio. In definitiva dei 68 farmaci approvati solo 35 hanno mostrato un effettivo guadagno rispetto al placebo o a un trattamento preesistente. 

  "Quando farmaci costosi di cui mancano benefici clinici sono approvati e pagati con fondi pubblici - ammoniscono gli autori -, i pazienti possono essere danneggiati, risorse importanti sprecate, e si mina la possibilità di dare le cure con equità e sostenibilità".    I risultati, affermano due editoriali, uno a firma di Just Treatment, una associazione di pazienti britannica, e l'altro di Vinay Prasad dell'università dell'Oregon, mettono in discussione i metodi di approvazione dei farmaci. "La maggior parte delle approvazioni dei farmaci oncologici - scrive Prasad -, si basa su risultati fragili dei test, e anche la sorveglianza post marketing raramente ne conferma l'efficacia e la sicurezza. Se si aggiunge che il costo medio di un trattamento supera gli 85mila euro per anno di terapia la conclusione è che il sistema regolatorio è difettoso".

 

fonte: ansa

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