Vaccini: speranze per una pillola contro l'antrace

Redazione DottNet | 19/02/2009 16:50

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Un vaccino orale ottenuto dai microrganismi che si trovano nei prodotti caseari sembra proteggere i topi dal batterio dell'antrace, come dimostra un esperimento condotto alla North Carolina State University (Usa) con l'aiuto del U.S. Army Medical Research of Infectious Diseases. Aumentano dunque le speranze che una pillola possa presto sostituire le iniezioni per immunizzare da questa minaccia, legata negli ultimi tempi anche al terrorismo batteriologico.

"Normalmente - spiega Todd Klaenhammer, uno degli autori dello studio, sulla rivista 'Proceedings of the National Academy of Sciences' - i vaccini non si possono ingerire in pillole perché lo stomaco e i suoi acidi li distruggono. Devono dunque essere somministrati con iniezione. Ma utilizzando l'acido lattico dei cibi come veicolo, ci siamo accorti che il vaccino può arrivare intatto all'intestino senza perdere la sua efficacia". L'antrace è un comune batterio le cui spore possono essere impiegate come arma batteriologica. Causa ferite cutanee facilmente curabili, ma se inalato scatena sintomi potenzialmente letali. Qualche settimana fa, la Human Genome Sciences Inc ha annunciato che avrebbe fornito al governo statunitense le prime 20 mila dosi del suo vaccino contro le infezioni da antrace. Anche la Emergent BioSolutions è impegnata in questo settore. Ma poiché molti di questi prodotti sono a base di proteine, perdono efficacia quando passano attraverso lo stomaco. Richiedono dunque uno o più iniezioni per essere efficaci. Il team di ricercatori ha per la prima volta elaborato un vaccino efficace tanto quanto quello iniettabile, ma assunto per via orale. Il prossimo passo sarà quello di applicare lo stesso sistema per creare vaccini in pillole contro altre patologie.