Snami, raggruppare i medici in strutture centrali li allontanerà dalle famiglie

Sindacato | Redazione DottNet | 20/02/2009 18:49


Lo SNAMI intende proseguire la sua opera di informazione sulle gravi conseguenze che le misure contenute nel preaccordo per la medicina generale avrebbero sull’assistenza territoriale e sulla qualità delle cure.

“Anche chi si è espresso autorevolmente sulla necessità di riorganizzare il lavoro dei medici di famiglia, come il Sottosegretario Ferruccio Fazio, ha illustrato misure di collegamento in rete che somigliano più al progetto Me.Di.Co presentato dallo SNAMI che alle “case della salute” indicate nel preaccordo” dice il presidente del sindacato Mauro Martini. Infatti, prevedere di raggruppare obbligatoriamente i medici di famiglia in strutture centrali, comunque le si voglia chiamare, secondo lo SNAMI avrebbe l’effetto di allontanare i medici dai loro pazienti, di fare di ampie zone un “deserto sanitario” in cui non si sa a chi rivolgersi in tempi rapidi. “Anche altri operatori sanitari, come i farmacisti, si sono resi conto del rischio che questo comporta. Sia la Federazione degli Ordini dei farmacisti, sia il sindacato dei titolari, Federfarma, hanno fatto presente che se tutti i medici prescrittori si concentrano in una zona, le farmacie lontane dalla “casa della salute” vedrebbero crollare la loro attività. Vogliamo quartieri dove non rimangono né un medico né una farmacia?” si chiede Francesco Pecora, vicepresidente del sindacato. L’azione del sindacato comincia a ottenere risultati. “Per il 26 febbraio siamo stati convocati dall’Onorevole Giuseppe Palumbo, presidente della Commissione Affari sociali della Camera, per illustrare ai capigruppo il nostro progetto Me.Di.Co. Del resto, incontri sono stati richiesti anche a tutti i Ministri interessati, perché siamo convinti che la nostra proposta di mettere a sistema le figure già presenti sul territorio, senza strutture dispendiose di cui non si avverte l’esigenza, sia una risposta al miglioramento dell’assistenza che tiene presente anche le restrizioni finanziarie imposte dalla crisi” annuncia Pasquale Orlando, vicesegretario nazionale dello SNAMI. “Mi sembra che stiano aumentando le preoccupazioni per gli sviluppi di quella che sarebbe un’involuzione secca del nostro sistema sanitario: gli unici a non avere preoccupazioni sono i cittadini, perché nessuno li ha informati di che cosa rischiano” conclude il presidente Martini.
 

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