Via libera al ddl per la cannabis terapeutica: le norme per i medici

Farmaci | Redazione DottNet | 19/10/2017 18:34

La legge passa ora al Senato: le prescrizioni saranno a carico dell'Ssn. Previste più produzione e ricerca

Ha avuto il via libera dalla Camera, e passerà ora al Senato, l'attesa legge sulla cannabis ad uso medico e terapeutico: un passo avanti fondamentale per tanti pazienti che, affetti da malattie come la fibromialgia, la sclerosi a placche e altre patologie autoimmuni, derivano proprio dall'utilizzo della cannabis un importante supporto contro il dolore.    Il 'sì' dell'Aula alla proposta di legge ha registrato 317 voti a favore, 40 contrari, 13 astenuti. Contro hanno votato Fi e Lega. Nette le motivazioni del 'no': Forza Italia spiega di aver bocciato il provvedimento perchè, "premesso che l'impiego terapeutico della sostanza è già previsto dal 2015, i rischi di questo testo sono nettamente superiori ai benefici.

Il primo, nonchè più pericoloso, è che si tratti di un grimaldello per aprire uno squarcio verso la legalizzazione", mentre la Lega parla di "provvedimento ambiguo". Incalza Fratelli d'Italia, secondo cui con questa legge si rischia una "legalizzazione mascherata di questa sostanza per uso ricreativo". Sul fronte opposto il Pd, che parla di "norma di civiltà" e di una legge per "una maggiore dignità dei pazienti", e commenti positivi giungono pure da Mdp e Idv. Si tratta di una legge "utile per tanti italiani malati e in difficoltà" secondo il presidente della commissione Affari sociali Mario Marazziti, che sottolinea: "Chi teme il piano inclinato dell'apertura alla liberalizzazione non può appigliarsi ad alcuna riga di questo testo". Ed M5S, che ha votato a favore, parla però di "ipocrisia" del Pd che sulla cannabis "sostiene la criminalità", rimarcando come resti "l'amaro in bocca" visto che il testo non prevede la coltivazione da parte dei pazienti per il loro esclusivo uso personale.

Sulla cannabis, ha commentato inoltre il sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova, "è stata persa una battaglia ma si deve continuare a lottare per vincere la guerra e arrivare alla piena legalizzazione". Ed il voto è definito una "occasione persa" da Radicali e Si.    Con questa legge si fissano criteri uniformi sul territorio nazionale garantendo ai pazienti equità d'accesso, si promuove la ricerca sui possibili impieghi medici e si sostiene lo sviluppo di tecniche di produzione e trasformazione per semplificare l'assunzione. Il medico potrà prescrivere i medicinali a base di cannabis per la terapia del dolore e altri impieghi. La ricetta dovrà indicare la durata del trattamento, che non può superare i 3 mesi. I farmaci prescritti saranno a carico del Servizio sanitario nazionale per gli usi previsti. La legge prevede inoltre che coltivazione della cannabis, preparazione e distribuzione alle farmacie sono affidate allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.

Se necessario può essere autorizzata l'importazione e la coltivazione presso altri enti. Sono stanziate risorse per 1,7 mln di euro, mentre alle Regioni spetta il compito di monitorare le prescrizioni fornendo annualmente all'Istituto superiore di sanità i dati aggregati dei pazienti, nonché quello di comunicare all'Organismo statale per la cannabis il fabbisogno per l'anno successivo. Sono infine previste campagne informative ed aggiornamento dei medici. Il via libera della Camera, commenta infine Coldiretti, rappresenta una opportunità che "potrebbe generare un giro di affari di 1,4 mld e garantire almeno 10mila posti di lavoro, avviando un progetto sperimentale di filiera italiana al 100% che unisce l'agricoltura all'industria farmaceutica".

Con il via libera della Camera alla proposta di legge che disciplina l'uso della cannabis a scopo terapeutico si fissano criteri uniformi sul territorio nazionale garantendo ai pazienti equità d'accesso, si promuove la ricerca scientifica sui possibili impieghi medici e si sostiene lo sviluppo di tecniche di produzione e trasformazione per semplificare l'assunzione.

Ecco, in sintesi, le principali novità. -

CANNABIS A USO TERAPEUTICO: il medico potrà prescrivere medicinali di origine vegetale a base di cannabis per la terapia del dolore e altri impieghi. La ricetta (oltre a dose, posologia e modalità di assunzione) dovrà recare la durata del singolo trattamento, che non può superare i tre mesi. -

MEDICINALI A CARICO DEL SSN: i farmaci a base di cannabis prescritti dal medico per la terapia del dolore e impieghi autorizzati dal ministero della Salute saranno a carico del Servizio sanitario nazionale. Se prescritti per altri impieghi restano al di fuori del regime di rimborsabilità. Vale in ogni caso l'aliquota Iva ridotta al 5 per cento. -

PRODUZIONE DI CANNABIS: coltivazione della cannabis, preparazione e distribuzione alle farmacie sono affidate allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Se necessario può essere autorizzata l'importazione e la coltivazione presso altri enti. Sono stanziate risorse per un milione e 700mila euro. -

MONITORAGGIO PRESCRIZIONI: a regioni e province autonome spetta il compito di monitorare le prescrizioni, fornendo annualmente all'Istituto superiore di sanità i dati aggregati per patologia, età e sesso dei pazienti sotto terapia di cannabis, nonché quello di comunicare all'Organismo statale per la cannabis il fabbisogno necessario per l'anno successivo. -

INFORMAZIONE E PROMOZIONE RICERCA: norme specifiche prevedono campagne di informazione, aggiornamento periodico dei medici e del personale sanitario impegnato nella terapia del dolore e promozione della ricerca sull'uso appropriato dei medicinali a base di cannabis.

"La proposta di legge sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis ad uso medico, approvata dall'aula della Camera, rappresenta un passo in avanti importante perché questo provvedimento potrà costituire un utile strumento per la cura di patologie gravi che danno origine a sofferenze enormi". Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd Vanna Iori. "La proposta garantisce il diritto alla salute a tutti i cittadini e allo stesso tempo tutela la libera scelta della terapia: è importante che il Servizio sanitario nazionale si faccia carico dei farmaci a base di cannabis che saranno venduti solo previa prescrizione del medico e solo per la terapia del dolore", prosegue la deputata del Pd. "L'utilizzo della cannabis per uso terapeutico è riconosciuto in molti Paesi da tanto tempo: è bene che anche l'Italia si doti di una legge all'avanguardia, capace di offrire una risposta ai bisogni di tanti pazienti che possono trovare nella cannabis una forma di sollievo alternativo o integrativo ad altre terapie", conclude Iori.

"Una legge utile per tanti italiani malati e in difficoltà". Così il presidente della commissione Affari sociali, Mario Marazziti, commenta il via libera della Camera alla proposta di legge sulla cannabis ad uso terapeutico. "E' una legge positiva - rileva Marazziti - perchè aiuta l'equità e l'accesso a un prodotto farmaceutico magistrale, da preparare cioè in farmacia su prescrizione medica, che è un coadiuvante efficace nella terapia del dolore. Si va quindi incontro al fatto che in alcune regioni ciò non era ancora possibile e mostra che si è fatto un buon lavoro di sintesi, anche se un parte del Parlamento voleva forzare verso una liberalizzazione della cannabis". Si tratta inoltre di una "legge saggia - ha aggiunto - che tiene sotto controllo medico e del ministero tutto il percorso della cannabis terapeutica". Chi "teme il piano inclinato dell'apertura alla liberalizzazione - ha commentato - non può appigliarsi ad alcuna riga di questo testo". Quanto ai contenuti del provvedimento, non ci sono stati cambiamenti: "Ci sono stati alcuni emendamenti iniziali per l'apertura alla legalizzazione che sono stati però bocciati dall'Aula e due emendamenti a voto segreto per aprire all'autoproduzione della cannabis per i malati, anch'essi bocciati. Il provvedimento - ha concluso Marazziti - è quindi andato in porto senza modifiche".

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