Arriva la riforma degli Ordini professionali: le novità per i medici

Professione | Redazione DottNet | 26/10/2017 12:07

Ministro Lorenzin: sono stati affrontati temi vitali per la Sanità. Plaude il Pd, critico il M5S

Dopo quattro anni arriva il via libera della Camera al ddl sulle professioni sanitarie, il cosiddetto ddl Lorenzin, che torna ora al Senato per l'approvazione definitiva segnando una 'svolta' nel settore: dalla riforma degli Ordini alla stretta contro i reati commessi nei confronti di persone ricoverate e lo stop all'esercizio abusivo della professione medica, sono tante, infatti, le novità in arrivo.

  "E' un ddl molto importante - ha sottolineato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - perchè affronta alcune questioni vitali per la sanità ma anche per la ricerca scientifica nel nostro Paese. Si affronta la questione della sperimentazione clinica ma anche della medicina di genere e si affrontano temi molto sentiti che riguardano l'abusivismo sanitario. C'è anche il rafforzamento delle norme penali contro chi compie abusi nelle residenze per anziani o disabili". E poi "c'è una parte molto significativa del ddl - ha sottolineato - che affronta dopo 70 anni la riorganizzazione degli Ordini professionali e che riconosce nuove professioni sanitarie". 

Oggi, ha detto, "siamo in dirittura finale, manca l'ultimo passaggio al Senato ma spero che tutto possa avvenire in serenità anche per poter dare prima della fine della Legislatura una serie di decreti attuativi molto attesi". Quanto alla posizione contraria al ddl espressa dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Lorenzin ha sottolineato che "rispetto al testo uscito dal Senato, il testo alla Camera ha trovato un punto di caduta, ma quando ci sono norme come queste che rinnovano fortemente il sistema - ha rilevato - è evidente che ci sia qualche timore per il futuro". Tuttavia, ha precisato, "gli Ordini sono autonomi, ma esercitando anche un ruolo pubblico è giusto che abbiano delle innovazioni nel sistema dei controlli e delle verifiche". 

Rispetto invece ai timori che una apertura alle nuove professioni possa determinarne un numero eccessivo, il ministro ha fornito una diversa chiave di lettura: "C'è, al contrario, una razionalizzazione rispetto alle nuove professioni; prima c'erano albi e collegi e migliaia di operatori sanitari che non essendo organizzati non rispondevano deontologicamente a misure e disciplina di alcun Ordine. Quindi gli Ordini servono e questo ddl ha l'ambizione anche di innovarli".    Positivo il giudizio del Pd sul ddl, ed il relatore del provvedimento nonchè presidente della Commissione Affari Sociali, Mario Marazziti, parla di "una delle grandi leggi di riforma di questa legislatura". Fortemente critico, invece, il M5S rispetto ai contenuti del ddl: si tratta, afferma il Movimento, di "politica piegata dal corporativismo delle poltrone". Immediata la replica del ministro: "Il M5S fa sempre delle figure meravigliose quando parla di Sanità, lo abbiamo visto sul caso Stamina e sulle vaccinazioni. Consiglierei loro di concentrarsi su altri temi piuttosto che sulle questioni sanitarie e scientifiche delle quali hanno dimostrato di sapere ben poco".

Dalle sperimentazioni cliniche alla riforma degli Ordini professionali, dall'apertura a nuove professioni sanitarie al rafforzamento della Medicina di genere.    Sono alcuni dei punti del ddl Lorenzin approvato oggi alla Camera.

Queste le principali novità: -

SPERIMENTAZIONE CLINICA DEI MEDICINALI: le nuove disposizioni, adeguando la disciplina italiana alla nuova normativa europea, prevedono il riordino e la riduzione dei comitati etici esistenti. Viene prevista l'istituzione, infatti, di un Centro di coordinamento nazionale dei comitati etici territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici. Si prevede, inoltre, l'individuazione di un numero massimo di quaranta comitati etici territoriali (rispetto agli oltre 100 esistenti) di cui almeno uno per ogni regione, e il riconoscimento di tre comitati etici a valenza nazionale, di cui uno riservato alla sperimentazione in ambito pediatrico.    -

RIORDINO ORDINI, VIA A QUELLO DEGLI INFERMIERI E OSTERICHE: si trasformano gli attuali collegi delle professioni sanitarie e le rispettive federazioni nazionali in Ordini delle medesime professioni. Agli Ordini già esistenti dei medici-chirurghi, dei veterinari e dei farmacisti, si aggiungono gli ordini dei biologi e delle professioni infermieristiche, della professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Contestualmente viene ridisegnata la disciplina relativa al funzionamento interno degli Ordini, risalente al 1946, e vengono inserite disposizioni finalizzate a migliorare la funzionalità ed a chiarire i compiti svolti.    -

NUOVE PROFESSIONI SANITARIE: il DDL riscrive la procedura per il riconoscimento di nuove professioni sanitarie, stabilendo dunque un sistema potenzialmente aperto. Un percorso semplificato è fissato per gli osteopati ed i chiropratici, la cui individuazione è già fissata dalla legge.    -

RIORDINO PER CHIMICI, FISICI, BIOLOGI E PSICOLOGI: il DDL stabilisce che la vigilanza su tali professioni, e sui relativi ordini, passi dal Ministero della Giustizia alla Salute.    -

ESERCIZIO ABUSIVO DELLE PROFESSIONI SANITARIE: si interviene sul reato di esercizio abusivo della professione, per inserire un'aggravante quando il reato riguardi una professione sanitaria e per prevedere in tali ipotesi la confisca obbligatoria dei beni utilizzati per commettere il reato. Ed in particolare, quando si tratta di beni immobili, si dispone il loro trasferimento al patrimonio del comune ove sono siti, per essere destinati a finalità sociali e assistenziali.    -

AGGRAVANTE PER REATI COMMESSI CONTRO PERSONE RICOVERATE: viene aggiunta nel codice penale una circostanza aggravante per i reati contro la persona commessi in danno di persone ricoverate in strutture sanitarie o presso strutture sociosanitarie residenziali o semiresidenziali, pubbliche o private. -

MEDICINA DI GENERE: si rafforza l'approccio della medicina di genere mirato ad una valutazione scientifica per genere sia per le terapie che per le sperimentazioni cliniche.

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