Biotestamento, De Biasi si dimette da relatore

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 26/10/2017 19:49

Ha dato mandato a capigruppo per valutare l'invio del ddl in Aula

Ha rimesso il mandato di relatrice al provvedimento sul Biotestamento, come aveva annunciato. La mossa della presidente della commissione Sanità del Senato, Emilia Grazie Di Biasi, non giunge inaspettata e apre alla possibilità che il ddl vada direttamente in Aula a Palazzo Madama senza relatore. La decisione in tal senso spetta però alla Conferenza dei capigruppo, nelle cui mani è ora il testo di legge. Resta tuttavia un'incognita fondamentale, quella dei tempi: l'auspicio di Di Biasi e vari gruppi politici è che la legge passi entro la Legislatura, ma i margini temporali risultano 'stretti'. Le dimissioni di Di Biasi rappresentano, comunque, un segnale chiaro: "Non ritengo ci siano le condizioni per proseguire l'iter del provvedimento in Commissione, quindi rimetto il mandato da relatrice. I tempi non consentono di proseguire in Commissione", ha annunciato De Biasi, precisando come tuttavia non spetti a lei "come presidente della commissione decidere sulla calendarizzazione in Aula del Ddl. Da questo momento, come da regolamento, il provvedimento esce dalle competenze della commissione Sanità ed entra in quelle regolamentari della Conferenza dei capigruppo".

Ad ogni modo, "Le mie dimissioni da relatrice, non da presidente della commissione - ha sottolineato - ribadiscono ulteriormente l'importanza di approvare la Legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) o Biotestamento. Legge rilevante e attesa". Soddisfatti Mdp e M5S, che chiedono che il testo vada al voto dell'Aula "subito".    "Chiederò alla conferenza dei capigruppo l'immediata calendarizzazione in Aula", ha dichiarato Maria Cecilia Guerra, capogruppo di Articolo 1-Mdp al Senato. Richiesta sostenuta pure da Idv, mentre M5S ha rilevato come "finora la legge sia rimasta bloccata in Commissione a causa della debolezza del PD, che si è fatto tenere in ostaggio dall'ostruzionismo della Lega e dei micro partiti che tengono in piedi i fragili equilibri di questa maggioranza. Ora ci auguriamo che il Parlamento non perda altro tempo". Rivolge un appello al presidente del Senato, Pietro Grasso, l'Associazione Coscioni: "Ci appelliamo a Grasso affinché si possa arrivare a una decisione secca: votare subito il testo già approvato a larghissima maggioranza alla Camera.    Non c'entra il governo, né l'opposizione, ma la convinzione dei singoli parlamentari. Se invece prevarrà, come è stato finora, il rapporto Renzi-Alfano e le logiche di coalizione per le elezioni siciliane e nazionali, allora - conclude l'associazione - ogni pretesto procedurale diventerà buono per far aspettare i diritti dei malati". 

  Il ddl di 5 articoli, approvato dalla Camera lo scorso aprile, prevede che per depositare le disposizioni sul fine vita ci si dovrà rivolgere a notaio o pubblico ufficiale, ma sarà possibile farlo anche davanti a un medico del Servizio sanitario. Le volontà sono revocabili ed ognuno potrà disporre il rifiuto dei trattamenti sanitari. L'articolo 3, 'cuore' della legge, prevede che "ogni persona maggiorenne, capace di intendere e volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può, attraverso le Dat, esprimere le proprie convinzioni nonchè il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese la nutrizione e idratazione artificiali".

L'intervista

Far prevalere "l'interesse del Paese e dei cittadini" e non quello dei "gruppi politici". Emilia Grazie De Biasi, presidente della commissione Sanità e relatrice del ddl sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento o Biotestamento, lancia un appello ai colleghi senatori subito dopo aver rimesso il mandato da relatrice ed in vista dell'auspicato approdo in Aula del provvedimento sulla base della decisione che spetta ora alla Conferenza dei capigruppo. Un appello perchè questa legge si faccia e affinchè si superi il rischio di un "bipolarismo etico" che potrebbe invece bloccarla. Il punto, spiega De Biasi, "è che quando si discute di questi tipo di leggi forse abbiamo una politica un pò impreparata, perchè troppo abituata alle somme e alle sottrazioni; qui invece si tratta di ragionare molto sui contenuti, sulla coscienza e sul fatto che questa è una legge attesa da molti italiani. Inoltre, va ribadito che questa è una legge che non obbliga nessuno a fare qualcosa ma che dà una opportunità alle persone e ai medici".

Certamente, sottolinea, "ritengo che vi siano dei capisaldi non modificabili del ddl, a partire dall'idratazione e nutrizione artificiali intesi quali trattamenti sanitari che il soggetto può dunque rifiutare. Penso che il provvedimento non vada stravolto, ma è chiaro che ora si aprirà il dibattito dell'Aula, che è sovrana". Ciò detto, resta l'appello, chiaro, rivolto ai senatori: "Non pensiamo al nostro interesse ma all'interesse del Paese, e questo è anche il motivo per cui mi sono dimessa da relatrice". Quanto all'iter ed ai tempi, "ora - chiarisce De Biasi - la legge è nelle mani della conferenza dei capigruppo che è l'organo preposto a decidere la calendarizzazione del provvedimento ed il mio auspicio è che vada il prima possibile in Aula. Ovviamente bisognerà attendere la sessione di bilancio perchè, come noto, durante tale sessione si possono fare solo provvedimenti relativi al Bilancio. La legge di Bilancio non è ancora arrivata a Palazzo Madama ma dal suo arrivo si ipotizzano 15-20 giorni per l'approvazione. 

  Dunque, se tutto andrà in questa direzione, il ddl sul Biotestamento potrebbe arrivare in Aula al Senato per la fine di novembre". Potrebbero quindi esserci i tempi per una sua approvazione definitiva entro la fine della Legislatura, anche nell'ipotesi di un ritorno del ddl alla Camera, rileva De Biasi, pur precisando che "la parola spetta ora solo all'Aula". Quanto al clima determinatosi in commissione, "l'ostruzionismo è uno strumento parlamentare - rileva - anche se devo sottolineare che nessuno in commissione ha mai detto di essere contrario alla legge, ma ognuno la vuole in un certo modo". Il quadro politico che si prospetterà? "Una legge di questa natura, che ha a che fare con le libertà personali, l'atteggiamento etico ed i problemi etici importanti del fine vita, mi auguro che non segua pedissequamente minoranze e maggioranze - afferma - ma che sia trasversale, e che ognuno si possa esprimere secondo ciò che pensa davvero. Auspico che sia così, perchè - conclude la presidente della commissione Sanità - sarebbe molto triste un bipolarismo etico, così come lo sarebbe la volontà di ricalcare automaticamente una maggioranza e una minoranza su un tema di così cruciale importanza"

 

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