Legge di bilancio: niente fondi per i contratti della sanità

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 30/10/2017 19:42

Via libera al solo payback farmaci, monitoraggio medicinali innovativi e fatture elettroniche per beni e servizi

La notizia era già trapelata, ma adesso arriva la conferma: per il rinnovo dei contratti 2016/2018 del personale della sanità nella Legge di bilancio (clicca qui per scaricare il documento completo) non ci saranno fondi ad hoc: per i dipendenti del Ssn e per i medici convenzionati gli oneri saranno infatti a carico del Fsn e quindi delle Regioni. Con tutte le conseguenze del caso, come è facilmente prevedibile.

Intanto scende in campo l'Anaao che in comunicato tuona contro la normativa che oggi va in Senato. "La Legge di bilancio 2018 arriva in Parlamento con un incremento nominale del Fondo sanitario nazionale (Fns) di 1 miliardo, reale di soli 400 milioni, senza un finanziamento ad hoc per contratti e convenzioni bloccati da 8 anni, senza le ventilate soluzioni per i precari della ricerca, di cui il Governo si ricorda solo quando si tratta di ritirare premi internazionali" affermano all'Anaao Assomed. .
 
"Se è inaccettabile – dice il Sindacato - l’aut aut lanciato dal Comitato di settore delle Regioni in merito alla stipula dei contratti di lavoro della sanità,  è curioso apprendere che il tema esula dalle competenze del Governo, al quale le Regioni avrebbero dovuto ricordarlo chiedendo un incremento del Fsn, più che dovuto considerando quanto in Italia, rispetto al resto dei paesi europei, viene destinato alla difesa del diritto alla salute dei cittadini".
 
"Le Regioni, dal canto loro – aggiunge Anaao Assomed - avevano l’obbligo, dettato da Leggi e Dpcm, di accantonare anno per anno gli oneri per Ccnl e convenzioni per il triennio 2016/2018. Forse, questi doveri sono stati elusi.  Negli anni passati i fondi della sanità sono stati usati come un bancomat per saldare il contributo regionale all’equilibrio della finanza pubblica, in conseguenza del famigerato accordo Stato-Regioni del febbraio 2016, e nessun governatore si è stracciato le vesti o ha pensato di razionalizzare altri capitoli della spesa regionale".

"Secondo la Corte dei Conti – spiega ancora il Sindacato medico - l’attuazione degli obiettivi di finanza pubblica a carico delle Regioni determinerà nel periodo 2015/2018 una riduzione cumulata del finanziamento del Ssn, rispetto a quanto previsto nei documenti di programmazione, di circa 10,5 miliardi di euro.  Le Regioni hanno stornato le risorse del Fsn, anche quelle necessarie per la chiusura dei contratti del personale, ed ora vorrebbero, per voce di un organo tecnico, ma nel silenzio di quelli politici, rimandare (a quando di grazia?) l’apertura del tavolo contrattuale perché le casse sono vuote".
 
"Il gioco del cerino tra Governo e Regioni apparirebbe solo stucchevole, se non fosse giocato sulle sorti del Ssn e dei suoi Medici, le cui condizioni di lavoro, comprensive dell’ aspetto retributivo, registrano il punto più basso degli ultimi 20 anni. Con tutta evidenza - commentano i rappresentanti di categoria -    la sanità pubblica ed i suoi professionisti esulano dal programma dei partiti  e dalle destinazioni ferroviarie. E non certo perché le Ooss siano ostili ai cambiamenti necessari o ad utilizzare, come andiamo predicando da tempo, i contratti di lavoro come strumenti di governo, anche della spesa, e di innovazione organizzativa".

"La banalità del male – precisa Anaao Assomed - induce a pensare che il  viraggio verso un sistema duale, attraverso un continuo processo di impoverimento della sanità pubblica sia il vero obiettivo,  ancorché non dichiarato, cui si sta indirizzando anche il welfare contrattuale. Ma se pensano di tenere le carte nascoste in una campagna elettorale già aperta si sbagliano. E non basteranno aperture tattiche se sanità pubblica e lavoro pubblico non si ri-conciliano con le politiche di Governo e Regioni".

"Dopo il default del Governo tocca al Parlamento rimediare, con un colpo di orgoglio che permetta di salvare dal tracollo immediato un grande patrimonio civile,  sociale e professionale, già esposto ai colpi dell’egoismo identitario e del federalismo di abbandono. Contratti di lavoro e convenzioni – conclude il Sindacato - potrebbero essere l’ultima chiamata per un Servizio Sanitario pubblico e nazionale".

Il payback farmaceutico

La novità più rilevante per la sanità riguarda il payback farmaceutico. All'articolo 41i legge che la norma proposta impone all’Aifa di adottare nei primi mesi dell’anno 2018 le determinazioni aventi ad oggetto il ripiano dell’eventuale superamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale e del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera per l’anno 2016. L'obiettivo è quello di consentire alle regioni di incassare, come previsto dalla vigente normativa, le somme loro spettanti versate dalle aziende farmaceutiche a titolo di payback.
 
Viene inoltre disposto che l’Aifa successivamente concluda le transazioni avviate con le aziende farmaceutiche titolari di autorizzazione all’immissione in commercio di medicinali (Aic) relative ai contenziosi derivanti dall'applicazione del decreto enti territoriali, relativi al ripiano della  spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera per gli anni 2013, 2014 e 2015, ancora pendenti al 31 dicembre 2017.
 
La necessità di questa soluzione transattiva, come evidenziato dalla relazione illustrativa, "è spiegabile con le prospettive decisamente sfavorevoli dei contenziosi in questione rappresentate dall’Avvocatura Generale dello Stato, laddove, invece, la conclusione delle transazioni comporterebbe la cessazione della materia del contendere per sopravvenuta carenza di interesse, con conseguente neutralizzazione del rischio di restituzione delle somme già incamerate dall’erario derivante dalla soccombenza in giudizio". In ogni caso,  al fine di evitare l’eventuale riproposizione di contenzioso anche in relazione all’anno 2016, si prevede che gli accordi transattivi possano essere stipulati solo con le aziende farmaceutiche che abbiano regolarmente versato le eventuali somme loro addebitate, riferite al payback del medesimo anno 2016.
 
La norma, spiega la relazione tecnica, non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto da un lato si limita ad imporre scadenze certe per la definizione da parte da parte dell’Aifa dei provvedimenti amministrativi di propria competenza ai fini della determinazione del payback per l’anno 2016 e del conseguente versamento degli importi dovuti, da parte delle aziende farmaceutiche in favore delle regioni, dall’altro impone alla stessa Aifa di chiudere l’imponente contenzioso pendente relativo al periodo 2013-2015, in relazione alle prospettive sfavorevoli rappresentate dall’Avvocatura dello Stato in caso di sentenza del Tar del Lazio. "Al riguardo si evidenzia che il totale richiesto dall’Aifa a titolo di ripiano della spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera per il triennio 2013-2015 ammontava a circa  1.486 milioni di euro. Di tale importo, è stata effettivamente versata una cifra pari a circa  882 milioni di euro, in gran parte oggetto di contestazione nei ricorsi pendenti dinanzi al Tar del Lazio. In caso di effettiva sottoscrizione degli accordi transattivi, invece, il totale complessivo che verrebbe ad essere incassato è stimato in circa  930 milioni di euro".

La legge di bilancio

Una pioggia di 'bonus' è in arrivo con la prossima legge di Bilancio. Ce ne sono per tutti i gusti, per famiglie e società, per giovani in cerca di occupazione e non più giovani che il lavoro l'anno perso. Si spazia dall'abbonamento di treno e bus alla risistemazione di giardini, dall'assunzione di giovani under35 alla sottoscrizione di polizze sui danni da terremoto, dall'acquisto di mobili a quelli per la formazione hi-tech dei dipendenti.

La manovra è l'ultimo 'treno' normativo utile prima delle prossime elezioni e così il testo finale, un omnibus di 120 articoli già prima di arrivare nelle commissioni, è carico di detrazioni, sconti, crediti d'imposta, bonus, abbattimenti, agevolazioni. Molti riguardano le famiglie, ma moltissimi le imprese. La leva fiscale, si sa, serve a rilanciare consumi e a spingere l'economia. Per una famiglia tipo i benefici non mancano. Si parte dai ''giovani'', una parola chiave della manovra: per spingere le assunzioni arriva un bonus triennale del quale beneficiano le aziende che assumono e potranno non pagare il 50% dei contributi fino a 3 mila euro.

Dovrebbe portare 350.000 mila occupati under35 nel 2018 e far salire progressivamente il numero fino ai 940 mila assunti under30 del 2020. Ma ci sono anche gli sgravi contributivi per gli under40 impegnati in agricoltura: vengono azzerati per tre anni. Il governo ha poi promesso di rinnovare il bonus 18enni. I fondi, 290 milioni, sono nelle tabelle mentre manca la norma nel testo scritto. Ma non sarebbero in forse. Valgono 500 euro e scattano quando si spengono le candeline da maggiorenne. Una delle novità a misura di famiglia è poi l'arrivo della detrazione al 19%, fino a 250 euro, per gli abbonamento di bus e metro, ma anche per i treni dei pendolari. Previsto anche una detassazione per i datori di lavoro che pagheranno l'abbonamento a dipendenti (o ai lori familiari). C'è poi il pianeta casa, con molte conferme e qualche novità. La new entry è il bonus giardini: detrazione al 36% su una spesa massima di 5 mila euro per sistemare a verde aree scoperte, recinzioni, impianti di irrigazione, ma anche per realizzare pozzi, coperture a verde e giardini pensili.

E' nuovo anche lo sconto al 19% per chi sottoscrive una polizza contro i danni di un terremoto. Conferme invece sono per il bonus energia, per quello delle ristrutturazioni e per l'acquisto di mobili (fino a 10.000 euro) ed elettrodomestici. Ma c'è anche una cattiva notizia: dal primo gennaio l'ecobonus del 65% scende al 50% per gli infissi, le schermature solari e le sostituzioni di caldaie a condensazione. Lavoro e formazione sono due dei focus della manovra. Così arriva un 'incentivo' fino a 14.000 euro per chi lascia la Cig e trova un nuovo lavoro oppure uno sconto, pari al 40% della spesa e fino a 300.000 euro per azienda, per formare i dipendenti alle nuove tecnologie: cyber-security e big data, robotica e internet delle cose.

Ci sono poi gli sconti a misura di azienda. Le Pmi possono abbattere del 50% i costi di consulenza per quotarsi in borsa (fino a 500 mila euro), le imprese finanziare la ristrutturazione di impianti sportivi pubblici (50% delle donazioni fino a 40.000 euro ma con un tetto del 3 per mille sui propri ricavi), le società di calcio professionistiche prendendo nel proprio vivaio giovani calciatori (bonus 5.000 euro, più metà stipendio), le fondazioni bancarie con abbattimenti del 65% su quanto investito nel welfare di comunità. E poi ci sono riduzioni fiscali per chi rinnova i macchinari, per chi investe al Sud, per chi porta al macello bovini o suini...

Ecco le novità del testo definitivo: -

STOP AUMENTO IVA NEL 2018, RIPARTE NEL 2019: stop aumento dell'Iva nel 2018, ma l'aggravio viene rimandato e rimodulato a partire dal 2019 sia per aliquota al 10 sia per quella al 22%. -

SCONTO BUS: Detrazione al 19% fino a 250 euro per le spese d'abbonamento di bus e metro, ma anche per i treni. Agevolazione per i datori che pagano l'abbonamento a dipendenti o familiari. -

BONUS LAVORO UNDER 30: Arriva il bonus permanente per l'assunzione di giovani under 30 che, per il solo 2018, vale anche per i contratti stabili a chi non ha ancora compiuto 35 anni. -

AIUTO PER DISOCCUPATI OVER 55: Arriva un assegno più alto del 10% nei casi di famiglie numerose (fino a 530-540 euro) e un ampliamento della platea che può avere accesso al reddito di inclusione (Rei) focalizzato sui disoccupati over 55. -

IVA AL 10% SUI CONCERTI: I concerti verranno equiparati agli spettacoli teatrali con l'Iva che scende al 10%. -

RADDOPPIA TASSA LICENZIAMENTI: Aumenta l'importo della "tassa sui licenziamenti" collettivi che le imprese industriali e commerciali con più di 50 dipendenti versano per la Cig. La tassa potrà arrivare a 2.940 euro. Inoltre si prevede che i lavoratori in cassa integrazione che trovano un nuovo lavoro a tempo indeterminato prima del termine del periodo di cig potranno avere fino a 14.000 euro di vantaggio. -

CEDOLARE SECCA: Non sarà stabilizzata ma arriva una proroga di due anni per la cedolare secca al 10% che si applica sui contratti di affitto concordati. -

CRESCE PLATEA 80 EURO: Si alzano le soglie di reddito per ottenere il bonus Irpef da 80 euro. Il tetto di 24.000 euro sale a 24.600 e quello di 26.000 sale a 26.600 euro. -

MAXI PIANO ASSUNZIONI: Scatta dal 2018 il piano straordinario di 7.394 assunzioni tra corpi di polizia e vigili del fuoco, da attuare in 5 anni. Arrivano, a partire da aprile 2018, 50 magistrati ausiliari in Cassazione per accelerare lo smaltimento del contenzioso tributario. -

PACCHETTO SISMA: Un 'pacchetto sisma' che va dal sostegno dei territori colpiti dal terremoto dell'Aquila del 2009 fino a quello di Ischia del 21 agosto di quest'anno. -

POLIZZA CASA ANTI CALAMITA': Si amplia lo sconto del 19% già previsto per le polizze vita a quelle stipulate dal 2018 contro ogni tipo di evento calamitoso a protezione della casa. -

BONUS GIARDINI: Arriva una proroga di un anno per il bonus energia e per quelli relativi alle ristrutturazioni energetiche e all'acquisto di mobili. Ma il piatto delle agevolazione si arricchisce di uno sconto ad hoc, del 36% per una pesa fino a 5.000 euro, per sistemare il 'verde'. -

BOND CUSCINETTO CONTRO CRISI BANCHE: Arriva una nuova classe di bond che vengono coinvolti prima delle obbligazioni senior in caso di crisi bancarie. -

38 MLD IN PIU' A FONDO INVESTIMENTI: Arrivano quasi 38 miliardi in più (37,88) per il fondo investimenti creato lo scorso anno e già finanziato per 47 miliardi fino al 2032. Arrivano fondi anche per 'Industria 4.0'. Per le aziende considerate strategiche possibili altri 12 mesi di cigs. -

100 MLN A FONDO FAMIGLIA: Un fondo per le famiglie, alimentato, a partire dal 2018, con 100 milioni l'anno. -

RINVIO DI 1 ANNO PER IRI: Rinvio di 1 anno dell'Iri l'imposta al 24% sul reddito per le ditte individuali e per le società di persona a contabilità ordinaria. -

PROROGA PER IPERAMMORTAMENTO: Arriva l'annunciata proroga di iper e super ammortamento (l'ultimo viene limato al 130%). -

STOP AUMENTO TASSE LOCALI: Rimane anche nel 2018 il blocco degli aumenti per le aliquote delle imposte e dei tributi da parte degli enti locali. -

DICHIARAZIONE IVA PRECOMPILATA: Dichiarazione Iva precompilata per chi sceglie la e-fattura e appartiene al "popolo delle partite Iva": commercianti, artigiani, professionisti. -

CON TRACCIABILITA' MENO CONTROLLI FISCO: Arriva un incentivo per chi consentirà, ai fini fiscali, la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati sopra i 500 euro. -

DIRITTI TV SERIE A SI CAMBIA: Sale dal 40 al 50% la quota dei diritti Tv attribuita equamente ai club di serie A, mentre scende quella attribuita sul numero dei tifosi. -

PACCHETTO SPORT: Si va dalla norma che consente il tesseramento dei giovani stranieri non in regola con il permesso di soggiorno dopo un anno di scuola alla stretta nella definizione delle società sportive dilettantistiche per usufruire delle agevolazioni previste. -

PIR IMMOBILIARI: I Pir, i nuovi piani individuali di risparmio, possono essere estesi anche alle società immobiliari e arrivano sconti fiscali per le Pmi che si quotano. -

INVITALIA: Invitalia, con la garanzia dello Stato, potrà finanziare le imprese che puntano a investire in Paesi considerati ad alto rischio dal Gafi-Faft. -

500 MLN DA BINGO E SCOMMESSE: Oltre mezzo miliardo da bingo e scommesse -

ASTA 5G: sarà realizzata il prossimo anno e si punta ad un incasso di 1,25 miliardi nel 2018. In totale, fino al 2022 si arriva a 2,5 miliardi. -

100 ASSUNZIONI PER SICUREZZA STRADE: Serviranno per valutare i requisiti dei conducenti, controllare i veicoli e gli autotrasportatori.

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