Poco magnesio per 1 italiano su 5, diabete e ossa fragili tra i rischi

Ortopedia | Redazione DottNet | 24/02/2009 12:11

"Nuovi studi condotti sulle donne in menopausa - evidenzia Graziottin - dimostrano infatti che il magnesio aumenta l'attività degli osteoblasti", le cellule che producono i 'mattoni' dello scheletro. "Sono gli operai della grande fabbrica dell'osso - semplifica la specialista - e il magnesio ne attiva la catena di montaggio, quindi un suo deficit apre le porte all'osteopenia".
 

In altre ricerche, poi, "si è osservato come la carenza di magnesio sia presente nei diabetici di tipo 2 in misura significativamente superiore che nelle persone sane (13-48% circa contro 2-15%). In sintesi - riassume la ginecologa e sessuologa - uno squilibrio del 'matrimonio perfetto' tra calcio e magnesio rende i muscoli scheletrici e gli adipociti", le 'cassaforti' del grasso corporeo, "meno sensibili all'insulina". E la resistenza insulinica, si sa, è ritenuta l'anticamera del diabete.
Ma quali sono gli stili di vita che 'rubano' magnesio a organi e tessuti? "Innanzitutto le diete sbilanciate tanto diffuse nelle città e sempre più fra i giovani, che vivono di pizza e panini mattina, mezzogiorno e sera - dice Graziottin - Assumere poche proteine, tante fibre ma non legumi, e soprattutto esagerare con l'alcol (minaccia per i nuovi teenager con trend di consumi in aumento soprattutto fra le ragazze), sono comportamenti da evitare". Occhio poi all'abuso di lassativi (assunti spesso anche da chi soffre di anoressia) e diuretici (tanto utilizzati dagli anziani), e al vomito auto-indotto tipico della bulimia, ammonisce la specialista. Ancora una volta, insomma, la regola numero uno è mangiare bene: "Cereali integrali, legumi, verdura a foglie verdi come gli spinaci, frutta secca, latte e yogurt, ma anche il cioccolato" sono gli alimenti amici più ricchi di magnesio. Via libera poi agli integratori, ma con intelligenza. Se il problema è lo stress o la stanchezza di stagione, oppure un intenso carico di attività fisica, "allora l'autosomministrazione va bene. Ma se i sintomi sono più seri l'assunzione di magnesio va inserita in un piano terapeutico studiato con il medico", puntualizza Graziottin.

 

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