Reumatologi, intollerabile non usare biologici quando servono

Redazione DottNet | 24/02/2009 12:13

Quando servono, i farmaci biologici per il trattamento delle malattie reumatiche vanno usati. Ma vanno somministrati bene e alle dosi giuste, per evitare rischi per i pazienti e sprechi per il Servizio sanitario nazionale. E' il senso di una lettera aperta firmata dalla Società italiana di reumatologia (Sir), che "in merito ad episodi di non somministrazione o di somministrazione a dosaggio ridotto di farmaci biologici da parte di alcune aziende sanitarie pubbliche", si legge nella missiva, "sente il dovere di sottolineare alcuni punti sulla base delle attuali evidenze scientifiche", precisa la Sir.

 

Nonostante i costi delle terapie 'bio', "quando l'indicazione è corretta - afferma il Consiglio direttivo della società scientifica - la somministrazione di tali farmaci deve essere effettuata e supportata finanziariamente". Secondo gli esperti, "la riduzione delle cure è di per sé un atto grave. Ma ancor più intollerabile, per chi soffre, è vedere scelte di carattere economico mascherate con motivazioni pseudo-scientifiche o sperimentazioni caserecce ed estemporanee fuori da ogni regola di buona pratica clinica". I reumatologi ricordano che, "nella cura dell'artrite reumatoide e delle spondiloartriti, da circa 10 anni sono disponibili farmaci biotecnologici, la cui efficacia si è dimostrata impareggiabile nei pazienti che non rispondono favorevolmente alle cure tradizionali. In particolare - puntualizzano gli specialisti - l'aggiunta di questi farmaci arresta di fatto la progressione del danno articolare nell'artrite reumatoide e della invalidità nella maggior parte dei casi", e permette ai pazienti "di continuare la propria attività lavorativa".

 

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