Dall'Espresso: In linea con la Ned

Redazione DottNet | 01/08/2008 10:56

C'è la fila davanti all'ambulatorio del Servizio di Nutrizione Clinica dell'ospedale Policlinico di Roma. Obesi gravi di ogni età, da ogni dove, vengono per dimagrire con la terapia Ned - Nutrizione enterale domiciliare - di Gianfranco Cappello, professore di chirurgia generale al Policlinico di Roma e nutrizionista.

Pesano tutti oltre 100 chili, come quel parroco di 132 chili, al momento sceso a 113, che viene a curarsi dalla Sicilia accompagnato ogni volta da parrocchiani molto bene in carne. A scoprire questa nuova terapia Cappello ci è arrivato per caso. In realtà il chirurgo è stato tra i primi in Italia, 30 anni fa, a praticare la nutrizione artificiale parenterale, con la flebo, a pazienti che non riuscivano a mangiare, curandone in quasi 30 anni più di 10 mila. "Poi mi è capitato un paziente obeso che doveva essere operato per un'infiammazione all'intestino", racconta Cappello: "E poiché il grasso è nemico del chirurgo, l'ho fatto dimagrire di 20 chili con questa soluzione che uso ancora oggi". Così, per anni, il professore si è dedicato anche a far dimagrire pazienti obesi che si dovevano operare. Fino a quella signora, con complicanze post operatorie gravissime, obesa quanto la figlia che l'accompagnava: la quale, dopo aver visto quanto era dimagrita la madre, chiese a Cappello di poter fare la stessa cura. Fu un successo: la ragazza perse 15 chili e, felice, cominciò a mandare amici e conoscenti: "Grazie al passa parola in due anni abbiamo curato 600 pazienti. Ora ne abbiamo in terapia 120", dice Cappello. In cosa consiste questa Nutrizione enterale domiciliare? È una semplice dieta a base di proteine, come quella a punti o la Scarsdale. L'assoluta novità è che questa soluzione proteica, a cui si aggiunge una piccola dose di antiacido e di lassativo, non si prende per bocca: bensì, attraverso un sottilissimo sondino nasale, che viene introdotto senza alcun fastidio all'inizio di ogni ciclo e arriva allo stomaco, collegato a una piccola pompa computerizzata trasportabile in borsetta. La pompa, che è in funzione 24 ore al giorno, distilla la soluzione proteica in un flusso continuo, che dura giorno e notte. Una specie di flebo portatile, insomma, con un'autonomia di 18 ore, che si ricarica a corrente durante la notte e consente di fare una vita assolutamente normale. "L'alimentazione proteica, senza calorie, determina uno stato di acidosi cronica: il paziente è come un bambino con l'acetone che gli toglie l'appetito", spiega Cappello: "Così non soffre la fame e, per il fabbisogno calorico quotidiano, attinge ai suoi depositi di grasso. Che cominciano a ridursi".
La cura dura due settimane, in cui si cala il 10 per cento del proprio peso. Poi si toglie il sondino e si fanno due settimane di dieta di mantenimento (abbastanza aperta, limitati i carboidrati). Se si vuole dimagrire ancora, si fa un altro ciclo. "L'importante di questo metodo è che intacca il grasso e non i muscoli", spiega il chirurgo: "Chiunque può dimagrire se non mangia per una settimana: ma è un calo di muscoli, tanto è vero che si ringrassa subito, perché dei muscoli si ha bisogno. Il grasso, invece, non è necessario". E infatti, dalle fotografie le sue nuove signore sfoggiano sotto il dimagramento muscoli tesi e lucidi. Come quelli di Cilly Indri, cinquantenne romana passata da 105 chili a 64 in un anno: "Stavo sempre più male, la notte andavo in apnea, avevo le vene gonfie e le ossa che mi dolevano per il peso eccessivo", racconta. Alla fine, indecisa tra il bendaggio gastrico e il by pass intestinale - interventi molto invasivi e con possibili importanti effetti collaterali - la signora pensò bene di affidarsi alle mani del suo vicino di ombrellone, il professor Cappello per l'appunto. E la sua vita è cambiata. Ma è indicata per ogni tipo di paziente, questa Ned? "L'abbiamo fatta con successo a cardiopatici e malati con gravi problemi ossei. La terapia è controindicata solo per chi non può ingerire proteine", risponde il chirurgo. Non solo. È una cura economica: la bustina di proteine per un giorno, che si compra in farmacia, costa sette euro e si risparmiano i soldi per la spesa. E ha pure un successo mediatico: perché il sondino a vista fa sì che gli altri obesi vedano, si informino. E magari si curino.
 

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