Trapianti: a Bergamo prelievi da donatori a 'cuore fermo'

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 12/11/2017 17:02

I prelievi sono iniziati dopo i venti minuti di elettrocardiogramma "piatto" previsti dalla legge italiana

 Sono stati eseguiti all'ospedale di Bergamo due prelievi multiorgano (polmoni, reni, fegato e tessuti) dopo arresto cardiaco, cioè da donatori a 'cuore fermo'. I prelievi sono stati eseguiti a distanza di 10 giorni l'uno dall'altro. Lo rende noto l'ospedale Papa Giovanni XXIII.    "I donatori - spiega la nota - sono stati due uomini, uno di 47 e uno di 59 anni, entrambi ricoverati nella Terapia intensiva neurochirurgica dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo con lesioni gravissime al cervello, seppur non tali da portare alla morte celebrale, come invece di solito accade. Il quadro clinico dei pazienti è andato però progressivamente peggiorando, fino all'arresto cardiaco".  

I prelievi sono iniziati dopo i venti minuti di elettrocardiogramma "piatto" previsti dalla legge italiana per accertare la morte avvenuta per arresto cardiaco. "E' quindi cominciata la perfusione per la conservazione degli organi - spiega l'ospedale di Bergamo - con ricorso all'ECMO, macchina che sostituisce le funzione dei polmoni e del cuore per cui il Papa Giovanni XXIII è tra i centri di riferimento in Italia".    "La procedura, chiamata tecnicamente DCD (Donation after Circulatory Death), è stata guidata da Mariangelo Cossolini, coordinatore al Prelievo e trapianto d'organo dell'ASST Papa Giovanni XXIII, in collaborazione con gli operatori della Terapia intensiva neurochirurgia, guidata da Francesco Ferri, e l'ECMO team diretto da Luca Lorini". Per i prelievi degli organi e delle cornee si sono alternate diverse équipe chirurgiche, sia dell'ospedale di Bergamo che di altri ospedali lombardi. Gli altri tessuti sono stati invece prelevati dalle équipe delle banche regionali dei tessuti della Lombardia.

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