Dieta Mediterranea ideale per la prevenzione del cancro al pancreas

Oncologia | Redazione DottNet | 14/11/2017 21:48

Aumentano del 59% i casi in 15 anni in Italia ma il Sud è meno colpito

La dieta mediterranea valida 'alleata' contro il tumore del pancreas: nelle regioni del Sud Italia, dove è maggiormente seguita, i casi per questo tipo di cancro sono infatti molti di meno mentre, in generale, si registra un aumento per tale neoplasia in Italia con un +59% di diagnosi in 15 anni. Nel 2002 i casi di cancro al pancreas erano 8.602, nel 2017 sono 13.700. Fumo, obesità, età e sedentarietà rappresentano i principali fattori di rischio. In particolare alle sigarette è riconducibile il 20-30% delle diagnosi fra gli uomini e il 10% fra le donne.

E le diverse abitudini alimentari spiegano le forti differenze geografiche nella diffusione di questa neoplasia che al Sud colpisce nettamente meno rispetto al Nord: -25% fra gli uomini e -28% fra le donne. Il maggiore consumo di frutta e verdura fresche, tipico della dieta mediterranea ancora molto diffusa nel Meridione, protegge infatti dal rischio di insorgenza di questo tipo di cancro. Per sensibilizzare l'opinione pubblica e le Istituzioni, la Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) aderisce alla Quarta Giornata Mondiale sul Tumore del Pancreas. L'evento internazionale si celebra il prossimo 16 novembre ed è promosso da 60 associazioni di pazienti, medici e cittadini di 27 diversi Paesi.

"È fondamentale migliorare il livello di consapevolezza dei cittadini e delle Istituzioni su questa neoplasia e sull'importanza degli stili di vita sani - spiega Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM -. Nel mondo i nuovi casi sono più che raddoppiati in un decennio passando da 144.859 nel 2008 a circa 365.000 nel 2017 e si stima che nel 2020 saranno 418mila. Ogni giorno a livello globale sono 1.000 le nuove diagnosi. Questi dati ci spingono a impegnarci di più sia sul fronte della prevenzione che della ricerca". Il logo della Giornata è un aquilone di color ametista che simboleggia la speranza e la voglia di lottare. Il 16 novembre, nelle piazze centrali di quattro città (Milano, Verona, Roma, Napoli), saranno presenti gli stand delle associazioni dei pazienti, che distribuiranno volantini informativi. È anche previsto un volo di palloncini viola che partirà simultaneamente alle 17 da tutte le piazze coinvolte. I palloncini porteranno legati ai cordoncini pensieri di speranza per il futuro nella lotta contro la malattia raccolti nel corso della giornata dai passanti.

"A oggi non vi sono metodi per la diagnosi precoce di questa neoplasia molto aggressiva - afferma Giampaolo Tortora, Direttore Oncologia Medica dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona -. Solo il 7% dei casi infatti è individuato in stadio iniziale, oltre la metà quando la malattia è già in fase metastatica. Spesso sintomi come dolore allo stomaco, gastrite e cattiva digestione vengono confusi con quelli di altre patologie. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è pari all'8%, superiore rispetto alla media europea (6,9%) e a quella dei Paesi dell'Europa centrale (7,3%) e settentrionale (4,8%), ma decisamente inferiore rispetto ai risultati raggiunti in altre neoplasie frequenti come quelle al seno e alla prostata". "Nuove armi - continua Tortora - permettono di ottenere un controllo significativamente prolungato della malattia metastatica, inoltre sono caratterizzate da un profilo di tossicità favorevole, per questo possono essere utilizzate anche nei pazienti anziani. In particolare la nuova molecola nab-paclitaxel presenta un meccanismo di trasporto innovativo che sfrutta le nanotecnologie. La molecola, grazie all'albumina, una proteina già presente nell'organismo umano, riesce a superare la barriera

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