Medici in agitazione: il 20 novembre rispetto dell'orario di lavoro

Sindacato | Redazione DottNet | 15/11/2017 18:40

Calendarizzate altre iniziative: la protesta contro la legge di Bilancio e il taglio alle risorse

Autunno caldo per il settore della sanità. La Legge di bilancio viene ampiamente criticata dalla categoria assistenziale. A scendere in campo sono soprattutto i medici che rivendicano più risorse per la sanità pubblica compreso ovviamente il rinnovo contrattuale fermo da 5 anni. A rappresentare le voci dei dirigenti sanitari è il gruppo dell’Intersindacale medica formata dalle organizzazioni sindacali ANAAO ASSOMED – CIMO – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA E VETERINARIA, che rappresentano circa 100 mila medici e dirigenti sanitari.

Questi i motivi di quella che si preannuncia sarà una vera e propria vertenza a tutto campo: la legge di bilancio 2018 persevera, al di là dell’incremento nominale, nel definanziamento della sanità pubblica, sia in termini di risorse realmente disponibili sia in rapporto al PIL, non adeguando il fabbisogno del FSN in riferimento alla erogazione dei nuovi LEA per i cittadini ed alla incidenza dei costi contrattuali per il personale; le trattative per il rinnovo del CCNL della dirigenza medica e sanitaria sono in fase di stallo, a differenza di altre categorie del mondo sanitario, segno della volontà di sabotare il contratto prorogandone di fatto il blocco; le risorse economiche stanziate sono inadeguate rispetto al prolungato saccheggio dei fondi contrattuali e alle economie realizzate grazie al turn-over dei dirigenti medici e sanitari.

Inoltre scrive l’Intersindacale: “a fronte di un costante peggioramento delle condizioni di lavoro dei dirigenti sanitari il Governo non ravvisa le caratteristiche di gravosità ed usura riconosciute ad altre categorie professionali; il prossimo esame di ammissione alle Scuole di specializzazione lascerà fuori dai percorsi formativi e dall’accesso al lavoro 10.000 giovani medici mentre il Ssn non trova specialisti; i processi di stabilizzazione dei precari, compresi quelli addetti alla ricerca, sono in grave ritardo. Infine il ministero della Salute e Regioni lavorano ad una determinazione dei fabbisogni di personale che taglia gli organici e comprime il tempo di cura, peggiorando la qualità dell’assistenza e della prevenzione”. Temi questi che ricadranno inevitabilmente sul cittadino utente.

Da qui Intersindacale medica annuncia l’avvio di una campagna di informazione direttamente sui territori e nelle aziende sanitarie dell’intera Penisola. Al contempo partirà anche lo stato di agitazione delle categorie interessate.

Questo il calendario

  1. DA LUNEDI 20 NOVEMBRE: rispetto assoluto dell’orario contrattuale;
  2. GIOVEDI 23 E VENERDI 24 NOVEMBRE: ASSEMBLEE di due ore nelle aziende sanitarie sul contratto di lavoro e sui fondi contrattuali;
  3. GIOVEDI 30 NOVEMBRE: riunione congiunta a Roma degli Esecutivi nazionali delle organizzazioni sindacali aperta alla stampa, ai responsabili sanità dei partiti, ai gruppi parlamentari per spiegare i motivi delle agitazioni tra dicembre 2017 e febbraio 2018

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