Esportate oltre 27milioni di unità di plasma

Ematologia | Redazione DottNet | 21/11/2017 15:40

Un aiuto concreto ai pazienti emofilici all'estero, soprattutto bimbi

Dal 2013 ad oggi circa 27 milioni di unità di plasmaderivati sono stati esportati in vari Paesi, dall'Afghanistan all'India. Il sangue e il plasma donati dagli italiani dal 2013 sono infatti diventati aiuti concreti anche per tanti pazienti con emofilia all'estero, soprattutto in età pediatrica, che non dispongono di un trattamento adeguato: attraverso progetti di cooperazione internazionale è stato possibile donare medicinali plasmaderivati indispensabili a pazienti emofilici in diversi Paesi del mondo.  

Le attività di cooperazione attuali e le loro prospettive future sono stati i temi centrali della tavola rotonda organizzata oggi a Roma da FedRed Onlus e Fondazione Emo, le associazioni dei pazienti emofilici delle Regioni Emilia Romagna, Marche e Umbria, con la collaborazione del Centro Nazionale Sangue - Istituto Superiore di Sanità. Le donazioni dei farmaci plasmaderivati, eccedenti rispetto al fabbisogno regionale e nazionale, sono state rese possibili da dieci regioni e nel quadro dell'Accordo Stato Regioni che promuove gli accordi di collaborazione per l'esportazione di medicinali plasmaderivati a fini umanitari e lo sviluppo delle reti assistenziali nei Paesi coinvolti. In questi quattro anni, quasi 27 milioni di unità internazionali di fattori della coagulazione sono stati esportati in Afghanistan, Albania, Armenia, India e Serbia; in futuro gli interventi verranno estesi anche a Palestina, Kosovo, Egitto, El Salvador e Bolivia.

Alla presenza dei viceministri alla Salute di Palestina e Kosovo, la Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Emilia Grazia De Biasi, che ha presieduto l'evento, ha affermato: "Ci rivolgiamo a paesi in guerra, vittime di embarghi, con problemi giganteschi, il sangue è la materia vitale per eccellenza, la possibilità di donare i farmaci è la possibilità di dare la vita a persone che rischiano la vita tutti i giorni". Le donazioni dei prodotti plasmaderivati, ha sottolineato il direttore del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Maria Liumbruno, "servono ad assicurare una risposta efficace alle necessità terapeutiche di quei pazienti che altrimenti, in caso di bisogno, non avrebbero adeguato accesso alle cure".

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