A proposito dell’uso dei farmaci e dei fogli illustrativi

Farmaci | Giuseppe Di Monaco | 27/11/2017 12:19

Gli attuali foglietti illustrativi dei farmaci meglio noti come ‘bugiardini’ tutelano le aziende che li producono da eventuali denunzie civili e penali ma spesso non aiutano l’utilizzatore finale: il malato.

In particolare gli anziani che hanno difficoltà sia a leggere i caratteri di stampa che sono quasi sempre troppo piccoli, sia a capire e recepire la grande quantità di informazioni allegate ad ogni confezione di farmaci, rinunciano a leggerli malgrado la buona volontà e il bisogno di cure adeguate.

Premesso che tutti siamo vittime di una eccessiva pubblicità a mezzo stampa e TV che impone un consumismo sfrenato spesso di cose inutili, dobbiamo lamentare che questo avviene anche per i farmaci. Intendo criticare l’attuale eccessiva prescrizione di farmaci agli anziani e in particolare la presentazione nei ‘bugiardini’. Intervengo per la mia esperienza di consumatore.

Dopo le notizie utili su ‘ingredienti, descrizione, indicazioni, modalità d’uso e scadenza’, riunite in poche righe, al contrario intere lunghe pagine, fino a quattro facciate, sono dedicate, a ‘avvertenze, avvertenze speciali, precauzioni, effetti indesiderati, interazioni, controindicazioni’. Tutte informazioni che avviliscono l’utente, anche se si concludono con un suggerimento risolutore ‘se ha qualche dubbio si rivolga al medico o al farmacista’, proposta che non voglio commentare perché troppo vaga.

Si può leggere nei detti foglietti: ‘evitare il succo di pompelmo, evitare latte e latticini, evitare l’esposizione al sole, usare cappello e vestiti idonei’, si scrive esplicitamente che certi usi o abusi possono causare ‘ perdita della coscienza, pericolo di vita, arresto cardiaco, lo stesso ritardo di intervento può determinare esito fatale’.

Per certi farmaci importanti per la salute i rischi e pericoli rappresentati riguardano tutti gli organi e tutti gli apparati a causa di allergie, tossicità, complicazioni per cui sembra superfluo indicarli in modo dettagliato, in questo modo infatti si scoraggia la lettura e si confonde il corretto utilizzo, così che disturbi insorti dopo la loro assunzione vengono attribuiti a cause diverse. I farmaci possono essere veleni nell’anziano riguardo alla tolleranza, al dosaggio, alla associazione con altri farmaci, perché diverso è l’assorbimento e il metabolismo rispetto alla massa dei consumatori di età media.

Per fortuna oggi si moltiplicano le informazioni sull’uso di medicine alternative e complementari: agopuntura, fitoterapia, omeopatia, chiropratica, terapie fisiche. Sono queste le nuove frontiere della medicina integrata. L’empatia col curante, la stimolo alla resilienza, i placebo non sono un ‘inganno terapeutico’ ma ormai è conoscenza certa che attivano meccanismi endogeni di controllo fino alla guarigione.

Ritengo che le diverse associazioni culturali e di volontariato oltre alla utile tutela previdenziale dei soci e in genere della collettività debbano trattare argomenti di tutela della salute, come previsto dai diversi codici etici ossia il benessere di soci e famiglie con particolare riferimento alle problematiche della terza età, quelle relative alla salute infatti sono un aspetto non secondario.

Occorre una informazione corretta e razionale sull’uso dei farmaci, una revisione dei bugiardini da parte delle Aziende farmaceutiche. Dovrebbero bastare poche chiare parole integrate dalla competenza ed esperienza del medico che li prescrive, che resta il responsabile delle cure, perché i pazienti siano allertati e interessati ma non spaventati o scoraggiati.

NOTA BENE: premesso il detto: ‘si licet parva componere magnis’, ossia ‘se è lecito paragonare le cose piccole alle grandi’, se volessimo usare lo stesso criterio dei fogli illustrativi dovremmo dare a chi attraversa una strada trafficata questi consigli: “prima fermarsi sul marciapiede, aspettare che si accenda il semaforo verde di via libera per i pedoni, guardare bene a destra e a sinistra per eventuale arrivo di veicoli, restare sulle strisce pedonali e non allontanarsene per nessun motivo, controllare che non esistano ostacoli a terra, buche, residui vegetali specie bucce di banane per evitare di scivolare; se non si dispone di un buon udito utilizzare l’apparecchio acustico, se non si vede bene indossare lenti di correzione adeguate, se ci sono insieme dei bambini tenerli per mano, non distrarsi con l’uso del telefonino, evitare di parlare camminando, guardare avanti non per aria, se si portano borse tenerle ben strette per il rischio di scippo, affrettarsi se compare luce gialla nel semaforo perché si può essere vittime di incidenti mortali.”

Forse tutto questo è superfluo, basta dire: ‘attenti nell’ attraversare la strada’.

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