Sifo, ancora confusione sulla cannabis a uso medico

Farmacia | Redazione DottNet | 27/11/2017 16:59

Circa 3500 i pazienti trattati, ma c'è molta disparità tra le Regioni

Sono passati due anni dall'entrata in vigore del Decreto Ministeriale che ha previsto l'erogazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale dei trattamenti a base di cannabis per uso medico ma i dubbi sono ancora molti, dalle evidenze scientifiche sui benefici ai dosaggi, dalle modalità di allestimento alla stabilità del preparato allestito e somministrato. Lo hanno sottolineato gli specialisti della Sifo, la Società Italiana dei Farmacisti Ospedalieri. In questi due anni, hanno sottolineato gli esperti durante una sessione, ammonta a circa 3.500 il numero di pazienti trattati con la cannabis e si contano qualcosa come 5.800 preparazioni, circa, somministrate a livello nazionale.

Il panorama è inoltre molto diverso da una Regione all'altra: non tutte le Regioni, infatti, si sono mosse con la stessa rapidità nel recepire il decreto del 2015, addirittura alcune regioni non lo hanno ancora fatto. Oltre alle differenze sulle tempistiche, va segnalato il fatto che ogni Regione ha recepito il decreto in modo differente, non sempre accogliendo tutte le sei indicazioni terapeutiche previste o, in un caso, estendendo la rimborsabilità ad altre indicazioni. "Alla luce della nuova Legge sulla cannabis per uso medico, appena approvata alla Camera, in esame ora al Senato, nella quale si riconosce l'importanza dell'informazione, formazione e della promozione della ricerca - spiega Silvia Di Marco, segretaria Sifo Umbria - ci siamo permessi di proporre il contributo attivo della nostra società scientifica, per quanto di nostra competenza, così come sarebbe un ulteriore valore aggiunto la collaborazione con altre società scientifiche 'sul campo' in materia di cannabis".

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