Vaccini: Taverna, è grave la mancata rinegoziazione da parte di Aifa

Farmaci | Redazione DottNet | 30/11/2017 15:13

Rimodulare il prezzo è previsto espressamente dalla legge sull'obbligo approvata lo scorso 31 luglio

"Quali sono le ragioni che hanno portato alla mancata negoziazione di Aifa sul prezzo dei vaccini, prevista espressamente dalla legge sull'obbligo approvata lo scorso 31 luglio? A distanza di circa quattro mesi dall'entrata in vigore della Legge sull'obbligatorietà dei vaccini non ci risulta che l'Aifa abbia avviato alcuna procedura di negoziazione per la fissazione dei prezzi dei vaccini".

Così la senatrice Paola Taverna (M5s), che ha depositato un'interrogazione ai ministeri della Salute e delle Finanze". "Nel caso la mancata rinegoziazione venga confermata, - aggiunge - chiedo anche ai ministri Lorenzin e Padoan l'entità del danno che avrebbe prodotto tale omissione e quale misura urgente intenderebbero assumere per porre rimedio a un vulnus che potrebbe aver determinato un ingente danno erariale. Questa mia richiesta di chiarimenti nasce anche delle conclusioni cui è giunta, già nel 2016, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato a seguito dell'Indagine conoscitiva sui vaccini per uso umano".

"In quella occasione - prosegue Taverna - infatti l'Autorità aveva rilevato che, nell'ambito del mercato dei vaccini, vi sono forti carenze informative su costi e prezzi dei prodotti e che sarebbe necessaria una maggiore trasparenza informativa, a partire dalla più agevole disponibilità dei dati di aggiudicazione delle gare di appalto. L'obbligo di rinegoziazione inserito nella Legge 119 era proprio finalizzato a evitare possibile fenomeni speculativi da parte delle aziende farmaceutiche in occasione della notevole estensione del numero delle vaccinazioni obbligatorie. Governo e Ministro della Salute devono rendere conto di come stiano realmente le cose".

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