Degenerazione maculare, nuovi farmaci ma a quale costo

Redazione DottNet | 27/02/2009 12:58

Novartis si è attivata con le autorità competenti italiane per far inserire in fascia H (farmaci utilizzati negli ospedali a carico del SSN) il suo farmaco Lucentis, sicuramente efficace e studiato appositamente per il trattamento della degenerazione maculare senile ma da molti medici oculisti criticato per l’eccessivo costo. La fiala per una iniezione intravitreale di Lucentis costa infatti 1.700 euro.

Tenuto conto che il protocollo del farmaco prevede spesso la necessità di trattamenti plurimi, talvolta anche oltre i 14 per occhio, ci si chiede se e come il SSN italiano potrà farsi carico di questo costo aggiuntivo e si teme che - visti i limiti di spesa sempre più bassi per le divisioni ospedaliere di oculistica - l’introduzione del Lucentis in fascia H possa produrre una penalizzazione nel trattamento di altre patologie, come ad esempio la cataratta e il glaucoma.
La difficoltà di accesso a questo farmaco da parte di un servizio sanitario pubblico è già stata affrontata in Gran Bretagna. Nel luglio scorso il NICE (National Institute for Health and Clinical Excellence) ha tentato di risolvere la questione ricorrendo a una soluzione molto drastica che ha visto però l’immediata levata di scudi di molte associazioni internazionali di pazienti e di oculisti, tra cui in prima fila la SOI, Società Oftalmologica Italiana. Il NICE aveva stabilito che potevano essere trattati gratuitamente con Lucentis solo i pazienti inglesi monocoli, cioè pazienti che avevano già perso l’uso di un occhio. Le ferme proteste giunte da mezzo mondo hanno spinto le autorità britanniche a rivedere questa decisione consentendo l’accesso a Lucentis a carico del servizio sanitario nazionale sino a 14 iniezioni per occhio solo con l’impegno che, eventuali iniezioni aggiuntive, rimangano a carico del produttore del farmaco.
In Italia, invece - grazie alla presa di posizione di moltissimi oculisti in seno alla SOI - Società Oftalmologica Italiana - l’ AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha deciso di garantire l’accesso a carico del servizio sanitario nazionale ad un farmaco off label (*), Avastin prodotto sempre dalla Genentech e distribuito dalla Roche, originariamente nato per il trattamento del cancro del colon ma presto divenuto il farmaco più utilizzato al mondo per la sua efficacia nel trattamento della degenerazione maculare senile neovascolare e di altre patologie oculari su base vascolare.
Visto il successo di Avastin la Genentech ha realizzato Lucentis - la cui molecola è praticamente simile a quella di Avastin – e lo ha sperimentato per lo specifico utilizzo per iniezione intravitreale nel trattamento della sola degenerazione maculare senile neovascolare.
Allo stato attuale delle conoscenze non sono note sostanziali differenze di efficacia e di effetti indesiderati tra Avastin e Lucentis. Le differenze tra questi due prodotti sono essenzialmente due:
1. Lucentis è stato sperimentato con studi controllati ed ha ottenuto una registrazione; Avastin è “off-label”
2. Lucentis costa 100 volte più di Avastin: la fiala per una iniezione di Lucentis costa 1.700 Euro; un flacone per 20 iniezioni di Avastin costa 430 Euro, cioè 21.50 Euro a iniezione.
In attesa che i farmaci in studio per il trattamento della degenerazione maculare senile, superino le varie fasi della sperimentazione e divengano disponibili per l’impiego clinico con costi che consentano ai servizi sanitari nazionali di garantire a tutti la migliore terapia la SOI propone una moratoria di due anni per l’utilizzo off-label di Avastin nel trattamento della degenerazione maculare senile neovascolare.

 

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