Ex specializzandi: la situazione in base agli anni di frequenza

Professione | Redazione DottNet | 13/12/2017 18:07

Prescritto il diritto per gli anni dal 1978 al 1991, ancora possibilità per gli anni dal 1993 al 2006

Stop alle azioni legali dallo scorso 21 ottobre per gli ex specializzandi ’78-’91 che non hanno prodotto un atto interruttivo o intrapreso l’azione legale: sono trascorsi infatti esattamente 10 anni dal termine entro cui l’Italia doveva adeguarsi alle direttive Ue in materia.

Ancora in corsa invece i camici bianchi che si sono specializzati tra il ’93 e il 2006. Questi ultimi possono, infatti, agire per rivendicare la maggiore remunerazione che attualmente spetta ai medici specializzandi, oltre a tutti i benefici previdenziali e di carriera. Cosa accade invece per gli specializzandi ’78-’91 che hanno già adito le vie legali, ma che non si sono visti ancora riconoscere quanto dovuto dai Tribunali, o che addirittura hanno subìto uno stop in primo grado? È importante perseverare perché la giurisprudenza è ormai consolidata in favore dei ricorrenti: lo dimostra l’escalation di sentenze sempre più ravvicinate (tre solo negli ultimi mesi) che hanno disposto risarcimenti milionari in favore dei camici bianchi.

L’ultima in ordine di tempo è la sentenza n.6009 del 28 settembre della Corte d’Appello di Roma che è arrivata immediatamente dopo un’altra pronuncia della Corte d’Appello di Messina (n.907 del 21 settembre) e della Corte di Appello di Roma (4898/17 del 19 luglio). In totale oltre 20 milioni di euro pagati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in favore dei medici specialisti con lo Stato esposto complessivamente al rischio di un esborso superiore ai 5 miliardi di euro. Per questo, parallelamente al Ddl 2400 che propone un accordo transattivo, si profila un emendamento alla Legge di Stabilità per chiudere una vertenza che continua a rappresentare una delle principali voci di spesa di Palazzo Chigi.

Nell'ultimo anno oltre 95 milioni di euro sono stati consegnati da Consulcesi ai medici coinvolti nell’annosa vicenda degli ex specializzandi cui lo Stato, in violazione delle direttive Ue in materia (75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE), aveva negato il corretto trattamento economico durante il corso post laurea in Medicina.

Nella speciale classifica dei rimborsi, oltre il 26% dei medici che si sono visti riconoscere quanto ingiustamente negato sono del Lazio, il 21% della Lombardia e l’8% della Campania. Solo a Roma, infatti, durante un recente evento, Consulcesi ha consegnato ai suoi assistiti più di 62 milioni di euro. La prossima azione collettiva è fissata per il 15 dicembre 2017»

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