
Calano per il terzo anno consecutivo le rapine ai danni delle farmacie italiane: quelle registrate nel 2016 sono 825, per una contrazione di quasi l’11% rispetto all’anno precedente e addirittura il 34,3% rispetto al 2013, l’anno del picco massimo (1.256 attacchi). Sono alcuni dei dati provenienti dall’ultimo Rapporto sulla criminalità predatoria dell’Ossif, l’Osservatorio intersettoriale creato dall’Associazione banche italiane e partecipato da Federfarma, Assovalori, Confcommercio, Federazione italiana tabaccai, Federdistribuzione, Poste italiane, Unione petrolifera e Anie Sicurezza.
Il quadro che scaturisce dal Rapporto, come detto, fa ben sperare: per numero di rapine, le farmacie vengono dopo gli esercizi commerciali (4.836 casi nel 2016) e gli esercizi pubblici (1.353 attacchi); per indice di rischio (ossia numero di rapine ogni cento punti operativi), il canale dalla croce verde è invece secondo dopo la distribuzione moderna (4,4 rispetto a 12,9), mentre al terzo posto vengono gli uffici postali (3,3).
Le medie nazionali, ovviamente, nascondono tendenze locali contrastanti: la Lombardia è nel 2016 la regione con l’indice di rischio più elevato (9 rapine ogni 100 farmacie) anche a causa di un deciso incremento degli assalti rispetto all’anno precedente (+20%).
fonte: federfarma




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