Fimmg, regole chiare per nuova ricetta esami diagnostici

Redazione DottNet | 03/03/2009 15:43

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"Indicazioni chiare " per le nuove regole sulle prescrizioni degli esami diagnostici in Lombardia, che prevedono l'obbligo per il medico di famiglia di scrivere sulla ricetta il motivo della richiesta. Le chiede Fiorenzo Corti, segretario regionale della Federazioni italiana medici di medicina generale (Fimmg), impegnato in questi giorni in serrate trattative con Asl e Regioni in vista dell'introduzione del provvedimento 'antisprechi' che, secondo il sindacato, rischia di far pagare ai cittadini esami e visite di controllo che non hanno una diagnosi, e mette in difficoltà il medico nel suo rapporto con il paziente, quando deve prescrivere esami di prevenzione, e anche nel suo rapporto con gli specialisti, quando prescrivono esami senza giustificarli.

Un problema quest'ultimo che riguarda la deontologia medica, chiamando in causa anche il presidente della Federazione degli Ordine lombardo Giovanni Belloni, che ha già incontrato i vertici regionali.
"Servono regole chiare che non devono danneggiare i cittadini e non devono creare complicazioni burocratiche amministrative al medico", spiega Fiorenzo Corti, sottolineando di avere chiesto alla Regione di rinviare l'introduzione delle nuove regole di prescrizione che inizialmente avrebbero dovuto entrare a regime dal primo marzo.
Una richiesta accolta dai responsabili regionali visto che, una delibera della scorsa settimana, prevede l'introduzione graduale: dal primo marzo le Asl dovranno inviare alla Regione tutte le ricette che non hanno l'indicazione prevista. In questa fase transitoria saranno esaminati i problemi più frequenti riscontrati dai medici, e solo tra tre mesi ci sarà l'introduzione definitiva.
Corti ha sottolineato, per quanto riguarda i rapporti tra medici di famiglia e specialisti, l'utilità dell'intervento della Federazione dell'Ordine dei medici regionale. Ma anche messo in guardia contro i pericoli per i camici bianchi legati alla medicina difensiva, a cui spesso sono costretti. "In Lombardia è una vera e propria emergenza - ha concluso - si rischiano contenziosi quando non si va incontro a richieste di prescrizioni e di esami che non sempre sono codificate a livello internazionale e nazionale dalle linee guida". E Corti punta il dito contro associazioni "che il più delle volte non chiedono di punire il medico perché si è comportato male ma chiedono solo soldi ai loro clienti."