Al via in Liguria l'infermiere di comunità

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 10/01/2018 18:59

Nell'entroterra, a Torriglia, il rapporto over65-under 14 è di 3 a 1

Al via in Liguria un progetto per favorire l'invecchiamento sano e attivo della popolazione, permettendo agli anziani di vivere a casa il più a lungo possibile, attraverso il sostegno di interventi centrati sulla figura dell'Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC). La località prescelta è quella dell'alta Val trebbia che comprende il comune di Torriglia, nell'entroterra di Genova, dove il rapporto fra over 65 e under 14 è di tre a 1. In questa località ligure l'indice di vecchiaia - rapporto tra popolazione anziana e giovane - è di 316,2 contro la media regionale della Liguria di 249,8 e circa il doppio dell'indice nazionale (165,3).

Per questo la zona è stata scelta per l'avvio, in forma sperimentale di 36 mesi, del progetto Co.N.S.E.N.So.- COmmunity Nurse Supporting Elderly iN a changing Society, al centro del convegno organizzato oggi a Torriglia da Regione Liguria e Alisa-Azienda ligure sanitaria. Con un finanziamento di oltre 273mila euro di risorse attivate dall'assessorato allo Sviluppo economico della Regione Liguria, il progetto ha consentito di selezionare e contrattualizzare, sotto la supervisione di Alisa, tre infermiere borsiste e un'infermiera senior. "Dare servizi ai cittadini - ha spiegato l'assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi - in particolare quelli anziani, è il primo passo per invertire il trend di spopolamento del nostro entroterra, che purtroppo si è verificato negli ultimi quarant'anni. Il buon esito del primo anno di Consenso, attivato grazie alla partecipazione della Regione Liguria al programma europeo Spazio Alpino, è un punto di partenza.

"Con questo progetto - ha affermato la vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale - siamo in presenza di una sintesi delle risposte che saremo chiamati a garantire alla nostra popolazione, in una regione complessa e caratterizzata da una forte presenza di persone anziane.    L'obiettivo è che questo metodo, unico e qualificante, diventi un modello diffuso, per trattare gli anziani che vivono nel nostro entroterra, nell'ottica di una sanità sempre più a chilometro zero".

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