La distrofia muscolare più frequente nei bambini

Malattie Rare | Redazione DottNet | 15/01/2018 10:49

La sindrome di Duchenne colpisce quasi esclusivamente il sesso maschile durante i primi anni di vita.

La distrofia muscolare di Duchenne (Dmd) colpisce l’individuo fin dalla nascita, è una malattia genetica che deriva da un'alterazione del gene della distrofina contenuto nel cromosoma X. La patologia fu descritta per la prima volta nel 1836 dal medico napoletano Gaetano Conte, clinico del Complesso degli Incurabili. William Richard Gowers nel 1879 determinò la sua insorgenza solo maschile e ne comprese il carattere familiare.

Nella Dmd la distrofina è del tutto assente e i primi sintomi si manifestano, generalmente, tra i 2 e i 6 anni, quasi esclusivamente nei maschi che hanno una sola copia del cromosoma X. Le femmine di solito sono asintomatiche, anche se una piccola parte delle portatrici presenta forme leggere della malattia. La diagnosi viene sospettata in base al quadro clinico, alla storia familiare e agli esami di laboratorio (la creatinchinasi sierica è 100-200 volte superiore ai livelli normali). I bambini affetti spesso iniziano a camminare in ritardo, mostrando un’andatura particolare ed hanno difficoltà a rialzarsi da terra, a saltare, a fare le scale. Tipicamente è presente un'ipertrofia nella zona dei polpacci. La malattia progredisce causando grave scoliosi, perdita della deambulazione entro i 12 anni, quindi perdita della funzione degli arti inferiori. Anche i muscoli respiratori e il cuore sono coinvolti e sono proprio le complicanze cardiache e respiratorie a ridurre l’aspettativa di vita di questi pazienti.

Alcuni nuovi interventi terapeutici mirano ad aumentare l'espressione della distrofina sarcolemmica, poichè una quantificazione accurata della distrofina è fondamentale per dimostrare le relazioni farmacodinamiche negli studi preclinici e  clinici. Le attuali sfide con la misurazione della distrofina includono la variazione nell'espressione proteica all'interno delle singole fibre muscolari e tracce di distrofina residua. Nella diagnosi della patologia apparee ssenziale un approccio multidisciplinare.

Fonte bibliografica

Wilson K. et al., 2017. Duchenne and Becker Muscular Dystrophies: A Review of Animal Models, Clinical End Points, and Biomarker Quantification. Toxicologic Pathology, Vol 45, Issue 7.

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