Cambio nei batteri potrebbe essere un segnale di parto prematuro

Infettivologia | Redazione DottNet | 24/01/2018 18:23

Studio dell' Imperial College London pubblicato sulla rivista Bmc Medicine

Un sottile cambio nei batteri del tratto riproduttivo delle donne incinte può aiutare ad identificare coloro che sono a rischio di un parto prematuro. Questa la conclusione a cui arriva uno studio dell' Imperial College London, pubblicato sulla rivista Bmc Medicine. Livelli in caduta di batteri del ceppo Lactobacillus, insieme a un aumento di altri anche potenzialmente pericolosi come Stafilococco e Streptococco, sono associati a una rottura delle acque a meno di 37 settimane di gravidanza.

Per arrivare a questa conclusione sono state prese in esame 250 donne in gravidanza con e senza fattori di rischio per il parto prematuro, che includevano altre nascite premature di figli precedenti, l'avere avuto due o più gemelli o l'attesa di meno di sei mesi tra una gestazione e l'altra. Ventisette delle donne analizzate sono andate incontro a un parto prematuro e insieme a loro sono state studiate anche altre 87 che si erano recate in ospedale per una rottura precoce delle acque.

I risultati hanno rivelato inoltre che il trattamento antibiotico standard, somministrato nel Regno Unito in caso di parto prematuro, ha contribuito a ridurre le infezioni nella maggior parte dei partecipanti allo studio le cui acque si sono rotte presto, ma per altre tale terapia si è dimostrata dannosa. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che i farmaci spazzano via "batteri buoni" e consentono a pericolosi agenti patogeni di prendere il loro posto.

Fonte: Bmc Medicine

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