Contratto medici e convenzione Mmg: Regioni pronte all'accordo

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 15/02/2018 19:44

Stanziato un miliardo in più per il Fondo sanitario. I sindacati attendono la convocazione dall'Aran. Intanto lo sciopero del 23 resta in piedi. Mmg: sì al recupero degli arretrati dal 2010

Ancora passi avanti per lo sblocco dei contratti della dirigenza sanitaria e medici di famiglia. Ieri la Conferenza straordinaria delle Regioni ha infatti approvato il riparto del Fondo Sanitario 2018, che totalizza un miliardo in più rispetto al 2017, e ha dato anche il via libera all'atto di indirizzo integrativo per il contratto del comparto Sanità, mentre è al lavoro per quello relativo al contratto della dirigenza medica. Buone notizie anche per i medici di famiglia dopo l'incontro con i rappresentanti delle Regioni.

Anche le Regioni aprono a un pre-accordo, in tempi brevi, su alcuni punti della Convenzione della Medicina generale –  dichiara il segretario nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti, che ieri ha incontrato il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e gli assessori Antonino Saitta e Massimo Garavaglia -. Durante il confronto è stato sottolineato come la medicina generale sia in attesa di recuperare gli arretrati economici dal 2010, e non abbia potuto usufruire dell’adeguamento della vacatio contrattuale riconosciuta ad altri soggetti professionali del SSN" "Sono state verificate le basi economiche per la chiusura di un pre-accordo subito e di un ACN completo entro il 2018, manca solo un percorso negoziale rapido e concreto con la SISAC, che ci auguriamo si concluda in tempi brevi, come è avvenuto per il contratto degli statali e come pare accadrà per il comparto e la dirigenza medica. Non siamo disponibili a essere assimilati al pubblico impiego solo per i doveri e non per gli stessi diritti” conclude Scotti.

Ora, ha affermato il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, "ci sono tutte le condizioni per arrivare a breve alla firma del nuovo contratto anche per le lavoratici e i lavoratori della sanità".

Da parte loro, però, i sindacati della dirigenza medica attendono di essere convocati dall'Aran, l'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni. Ad oggi dunque, resta confermato lo sciopero proclamato sia dagli infermieri sia dai medici per la stessa data del 23 febbraio. Un primo risultato è stato tuttavia l'approvazione del riparto del Fondo Sanitario 2018, come ha annunciato il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini. L'ammontare del Fondo è superiore a quello del 2017 di quasi 1 miliardo di euro, quest'anno infatti sarà pari a 110 miliardi e 131.490mila euro, rispetto ai 109 miliardi e 225.713 del 2017.

Altro risultato "importantissimo - ha sempre annunciato Bonaccini - è che dopo nove anni si è alle ultimissime battute per la chiusura dei contratti per il personale della sanità e delle Regioni". La Conferenza delle Regioni ha infatti inviato l'atto integrativo per il rinnovo del contratto del comparto sanità ma questo, si afferma in una nota, "è solo il primo atto. Le Regioni hanno infatti condiviso la necessità di procedere con rapidità anche per il contratto della dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e delle professioni sanitarie".

Per questo, il Comitato di settore "procederà già la prossima settimana ad approvare l'atto integrativo, quasi in contemporanea con l'apertura del Tavolo contrattuale previsto per il 20 febbraio prossimo". Passi avanti sulla base dei quali Bonaccini si augura che il governo "possa dare il proprio nullaosta nelle prossime ore per fare in modo che l'Aran convochi in tempi rapidissimi le Organizzazioni sindacali". Apprezzamento per l'uscita dell'atto di indirizzo integrativo che completa il quadro delle risorse necessarie per il rinnovo del contratto del comparto Sanità arriva dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e e Uil Fpl. Ad oggi resta tuttavia confermato lo sciopero nazionale proclamato dai sindacati.

Motivo della protesta, appunto, il mancato rinnovo del contratto ma anche le risorse economiche giudicate insufficienti. Il contratto dei professionisti del comparto Sanità riguarda oltre 500.000 lavoratori tra i quali gli infermieri - che rappresentano la componente più numerosa con circa 280.000 dipendenti del Servizio sanitario nazionale - e le professioni sanitarie come tecnici radiologi e di laboratorio. Il contratto dei medici, veterinari e dirigenti sanitari coinvolge invece 150 mila professionisti.

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