L'emodialisi, la nuova frontiera della nefrologia

Redazione DottNet | 12/03/2009 20:12

Uno dei settori della tecnologia medica ove sono stati compiuti i più significativi progressi è certamente l’emodialisi. Circa il 90% dei pazienti italiani è trattato con questa metodica, mentre il restante 10% è in dialisi peritoneale domiciliare.

 L’Italia si colloca ai primi posti al mondo per qualità del trattamento dialitico offerto. Secondo lo studio Dopps (Dialysis Outcomes and Practice Patterns Study), presentato a Napoli, i pazienti dializzati in Italia hanno un rischio di morte del 40% inferiore rispetto agli inglesi; percentuale che sale all’80% rispetto ai pazienti americani. Inoltre, proprio la qualità media diffusa della dialisi realizzata in Italia abbassa la morbilità cardiovascolare rispetto ai pazienti d’oltreoceano. Tra le soluzioni più innovative recentemente introdotte anche in Italia nella dialisi vi è l’impiego di membrane ad alto flusso e di tecniche convettive denominate emodiafiltrazione on line. Grazie a queste tecnologie, si realizza una miglior depurazione del sangue e soprattutto un miglior controllo delle complicanze dell’uremia terminale dei pazienti. Due lavori scientifici pubblicati dimostrano che l’emodiafiltrazione on line riduce la mortalità dei pazienti di circa il 35% rispetto all’emodialisi standard grazie ad effetti benefici sullo stato infiammatorio, sull’anemia e sul sistema cardiovascolare. Il primo, utilizzando gli studi di un database che tiene sotto controllo circa 23mila pazienti dializzati in tutto il mondo, ha rilevato come dopo aggiustamento per età e fattori comorbidi vi sia, nei pazienti europei che effettuano emodiafiltrazione on line, una riduzione della mortalità del 35%. Il secondo lavoro, basato sugli studi del database Euclid, che raccoglie i dati di oltre 30.000 dializzati nei centri Nephrocare in Europa, riporta anch’esso una mortalità ridotta del 35%, nei pazienti trattati con emodiafiltrazione on line.
L’importanza di questi risultati è di notevole rilievo in particolar modo in Italia dove l’analisi epidemiologica ci mostra una popolazione dialitica sempre più anziana, con maggiori fattori comorbidi e un conseguente alto impatto in termini di costo terapeutico complessivo e di giorni di ospedalizzazione. Per quanto riguarda l’aspetto clinico, l’emodiafiltrazione on line si è dimostrata una metodica in grado di migliorare la correzione dell’anemia riducendo il consumo di eritropoietina e il controllo pressorio e la stabilità emodinamica intradialitica, riducendo gli episodi collassiali. La malattia renale cronica è una patologia in progressiva espansione nella società occidentale. Le stime più aggiornate quantificano in circa il 10% la popolazione affetta da patologie renali di diversa gravità. Infatti, il progressivo invecchiamento della popolazione, unitamente all’esplosione delle malattie metaboliche, tra cui il diabete, fa si che da qui al 2020 raddoppierà il numero complessivo di persone in trattamento renale sostitutivo. Dagli attuali 1,2 milioni ai possibili 2,5 milioni. Si stima che solo in Italia siano 5 milioni le persone affette da insufficienza renale cronica (IRC). La pericolosità e la mortalità delle forme più gravi di questa patologia è riconducibile al fatto che spesso l’IRC si accompagna ad un maggiore rischio di incorrere in complicanze cardiovascolari, spesso letali. Da qui la necessità di una gestione della patologia più efficace, di una maggiore prevenzione e, soprattutto, di una più stretta collaborazione tra i medici di medicina generale e i nefrologi. Secondo la SIN, si calcola che 1 persona su 10 soffra di una forma moderata di insufficienza renale che, se non tempestivamente diagnosticata e trattata, può progressivamente compromettere la funzione renale aumentando il rischio dell’ingresso in dialisi. Si calcola che dei circa 45 mila pazienti italiani sottoposti a dialisi, circa 5000 siano trattati in Campania. Complessivamente in Italia, secondo i più recenti dati del censimento SIN, ogni anno si registrano circa 10.000 nuovi casi di pazienti con insufficienza renale che necessitano di dialisi cronica. In Italia operano 363 strutture pubbliche di Nefrologia e/o Dialisi, 303 strutture satellite dipendenti da queste ultime e 295 strutture private distribuite in 13 delle 20 regioni italiane. Complessivamente si tratta di 961 strutture, pari a 16,4 pmp che comprendono oltre 2700 posti letto di degenza nefrologica.

 

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