Chi dorme poco rischia problemi 'anticamera' del diabete

Diabetologia | Redazione DottNet | 13/03/2009 12:53

Cattive notizie per chi, come Winston Churchill, Napoleone, Papa Giovanni XXIII e Pirandello, la notte si accontenta di sonnellini lampo. Finendo per accumulare meno di sei ore di riposo a notte. Le persone che dormono poco, infatti, sono più a rischio di sviluppare un'alterazione del glucosio a digiuno, condizione che può precedere il manifestarsi del diabete di tipo 2.

Lo rileva uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Buffalo (New York), fra cui anche lo scienziato italiano Maurizio Trevisan, e presentato alla 49esima conferenza annuale dell'American Heart Association a Tampa, in Florida.
Il diabete di tipo 2 si sviluppa quando l'organismo produce troppa insulina e non riesce a utilizzarla in modo efficiente. I ricercatori hanno indagato su 1.455 volontari, seguendoli per sei anni. Così hanno visto che quelli che dormivano in media meno di sei ore a notte, erano 4,5 volte più a rischio di sviluppare problemi con il glucosio rispetto a chi riposava da sei a otto ore a notte. "Questo studio conferma i dati crescenti sull'associazione tra sonno insufficiente e problemi per la salute. Le abitudini relative al riposo notturno - prosegue Lisa Rafalson, primo autore della ricerca - dovrebbero sempre essere indagate dal medico nel corso dei normali controlli". Inoltre, questa volta non ci sono geni da chiamare in causa per l'abitudine ai sonni-lampo indagata nello studio, prosegue la ricercatrice. "Dunque - aggiunge - è più probabile che il sistema ormonale e quello nervoso siano coinvolti nell'associazione tra poco sonno e alterazione del glucosio a digiuno".
 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato