Pochi immigrati fanno controlli sanitari in Italia

Redazione DottNet | 13/03/2009 13:29

Solo il 29 per cento dei cittadini immigrati fa controlli sanitari regolari, l'80 per cento non usa anticoncezionali di alcun genere e solo il 3 per cento delle donne fa gli esami relativi alla gravidanza, con una crescita preoccupante degli aborti.

Questi alcuni dei dati che sono emersi da 'Immigrazione sana', progetto del Comune di Milano grazie al quale sono stati visitati, nell'ultimo anno, circa 20mila migranti che vivono in città. I risultati sono stati evidenziati dall'Assessore alla salute Giampaolo Landi di Chiavenna, durante un incontro tenutosi questa mattina a Palazzo Marino, in tema di donne immigrate. Degli stranieri visitati, 1862 presentavano infezioni acute delle vie respiratorie, 5595 malattie della pelle, mentre sono stati rilevati 2922 casi di malattie infiammatorie a carico dell'apparato genitale femminile. Circa 500 persone sono state avviate a profilassi anti-tubercolosi, mentre il 2,5 per cento si è curato dopo averla contratta e il 3,5 per cento ha un parente ammalato o deceduto per Tbc. ''E' evidente una mancanza di conoscenza del sistema sanitario e delle modalità di prevenzione da parte degli immigrati - ha detto Landi di Chiavenna -. E' necessario che una realtà multietnica come Milano favorisca l'integrazione anche per tutelare la salute dei cittadini''. L'attenzione degli stranieri alla salute è tuttavia più forte quando arrivano in Italia, rispetto a quando vivevano nei paesi di origine: il 21 per cento degli esaminati fa attualmente le analisi del sangue, contro il 14 per cento che le faceva precedentemente, mentre il 54 per cento non si sottoponeva a controlli di alcun genere nei paesi di origine, percentuale che è scesa, all'arrivo in Italia, al 47 per cento. L'assessore Landi di Chiavenna ha anche ricordato che a breve partirà a Milano il nuovo progetto rivolto a colf e badanti, grazie al quale 100 di loro potranno partecipare gratuitamente a un corso di formazione per assistere anziani o bambini, a cui si potrà accedere dopo uno screening medico e al termine del quale verrà rilasciato un attestato.

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