Iperidrosi ed implicazioni sulla capacità lavorativa

Medicina Generale | Redazione DottNet | 13/03/2009 16:44

L’iperidrosi è un disordine della funzione delle ghiandole sudoripare (1% circa della popolazione generale) che presenta notevole impatto sul piano psicologico e sociale.
Può essere secondario da una patologia nota oppure viene definita idiopatica o essenziale perché non si accompagna a cause specifiche.
L’iperidrosi essenziale viene distinta in base alla localizzazione in:
• emozionale (piante dei piedi, palme delle mani e ascelle);
• generalizzata (grandi aree);
• localizzata (piccole aree).

 

Capacità di lavoro:
Idoneità psico-fisica dell’individuo ad espletare l’attività lavorativa.

Capacità di lavoro generica:
Idoneità psico-fisica dell’individuo ad espletare una qualsiasi attività lavorativa.

Capacità di lavoro specifica:
Idoneità psico-fisica dell’individuo ad espletare il proprio lavoro.

Capacità di lavoro in occupazioni confacenti alle proprie attitudini:
Idoneità psico-fisica dell’individuo ad espletare attività simili a quella esercitata ed alle quali eventualmente dedicarsi facendo uso del proprio patrimonio bio-attitudinale-professionale.

Occupazioni confacenti:
Tutte quelle occupazioni che l’individuo ha esercitato in maniera non occasionale ma continuativa nell’arco della sua vita lavorativa e le attività a queste analoghe.

Attitudini:
Patrimonio bio-attitudinale-professionale: età, sesso, istruzione, ambiente familiare e socio-culturale di appartenenza, predisposizione costituzionale per particolari attività, esperienza professionale, doti e qualità particolari.

Relazione tra età e occupazioni confacenti:
Restrizione delle possibilità di impiego fino a comprendere un numero assai ridotto di attività lavorative e, al limite, esclusivamente quella esercitata.

Gamma dei mestieri e delle occupazioni cui possono dedicarsi i soggetti più giovani ai quali può richiedersi un nuovo apprendimento oppure una rieducazione lavorativa eventualmente necessaria per collocare le ridotte energie produttive


Iperidrosi: riflessi menomativi diretti sulla capacità lavorativa .

Iperidrosi palmare:
• difficoltosa presa e manipolazione di oggetti,
• macchiatura della carta,
• corrosione di oggetti metallici.

Iperidrosi plantare:
• dolore e/o fastidio ai piedi;
• odore penetrante
• distruzione delle calzature in tempi relativamente brevi.


Elementi su cui strutturare la valutazione dell’invalidità da iperidrosi:

? Durata delle manifestazioni:
o diminuisce con il riposo
o variabilità individuale temporale e quantitativa nelle 24 h.

? Localizzazione:
o ascelle
o palmo delle mani
o piante dei piedi
o altre sedi (fronte, naso, nuca, sterno, dorso, regione perianale).

? Possibili condizioni associate:
o macerazione (intertrigine)
o infezioni fungine o batteriche
o instabilità vasomotoria (acrocianosi, pseudoleucoderma angioplastico)
o dermatite allergica da contatto.

? Comparsa e progressione:
o pubertà, con progressivo miglioramento nel tempo e pressoché scomparsa dopo i 40 anni
o stress fisico e/o emotivo
o ambiente caldo-umido
o farmaci (stupefacenti, rilascio di acetilcolina).
.
? Fattori acutizzanti:
o fattori alimentari e/o voluttuari (caffeina, spezie piccanti, nicotina).

? Esami diagnostici quali-quantitativi:
o test di Minor
o gravimetria.

? Manifestazione secondaria di patologie del sistema nervoso.


La valutazione dell’idoneità lavorativa concerne le mansioni oppure le operazioni specifiche che possono essere precluse (a volte temporaneamente) al lavoratore affetto da iperidrosi oppure l’interazione tra le manifestazioni della malattia e la prescrizione obbligatoria dell’impiego di mezzi di protezione individuale.
In caso di non idoneità alla mansione specifica vanno individuate le mansioni specifiche che il lavoratore affetto da iperidrosi può svolgere alla luce della sua condizione individuale.

L’idoneità fisica alla mansione, secondo ripetute interpretazioni della Cassazione, non può essere parametrata all’attesa contrattuale del datore di lavoro di avere a disposizione manodopera confacente al suo bisogno, che equivale in genere, al massimo profitto, ma va riferita al possesso da parte del lavoratore delle capacità comunemente indispensabili per le attività oggetto del contratto, che, ad esempio, se materiali non necessitano di una totale integrità fisica, in quanto nella pratica d’azienda sono inibite attività che comportano eccessivi carichi.
L’idoneità che si può legittimamente pretendere è sicuramente quella confacente le esigenze imprenditoriali ma sempre nei limiti in cui queste possono ritenersi in armonia con i beni tutelati dalla Costituzione, esigenze alle quali è subordinata la libera impresa.


 

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