Rimossa maxi-fistola fra esofago e trachea

Redazione DottNet | 16/03/2009 15:35

Non poteva respirare né nutrirsi normalmente, a causa di un 'ponte anomalo' che univa l’esofago alla trachea. Ma ora sta bene grazie al bisturi di un team di Chirurghi di Chieti, dove è stato eseguito un intervento di alta chirurgia toracica su un paziente con un'ampia fistola esofago-tracheale. A coordinare il team Teddy Iarussi, del Centro di riferimento regionale di Chirurgia endoscopica tracheobronchiale, attivo nella Clinica di chirurgia generale e toracica dell'ospedale di Chieti, diretta da Rocco Sacco.

A causa della fistola - spiega una nota dell'Asl di Chieti - la trachea e l'esofago erano in comunicazione, per cui il paziente era costretto a respirare tramite una cannula tracheale e non poteva nutrirsi, perché gli alimenti anziché progredire fino allo stomaco sarebbero penetrati nell'albero respiratorio. Nel corso dell'intervento, durato oltre nove ore, è stata asportata una parte della trachea ed è stata riparata la perforazione dell'esofago. Il paziente, tornato finalmente a nutrirsi e a parlare correttamente potendo respirare senza l'ausilio della tracheostomia, sta già seguendo un ciclo di riabilitazione. "Questo e altri interventi del genere - afferma Iarussi - ci ripagano dei tanti sforzi compiuti. Alcuni di questi pazienti sono giunti a noi dopo essere stati già operati in altre regioni d'Italia: questo ci riempie d'orgoglio perché dimostra che lavorando con serietà e continuità siamo in grado di offrire anche in Abruzzo una sanità di prim'ordine". Il Centro, istituito nel 2008, ha già effettuato numerosi interventi sulla trachea anche con l'ausilio di laser e protesi di ultima generazione per il trattamento delle sindromi asfittiche da ostruzione delle vie aeree.

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