Lupus eritematoso sistemico causato da batteri dell'intestino

Medicina Interna | Redazione DottNet | 29/03/2018 12:37

Antibiotico e vaccini sono le possibili armi

Quelli presenti nel nostro intestino sono considerati 'batteri buoni', amici dell'organismo. Ma in alcuni casi possono trasformarsi in un 'nemico' interno e attivare una malattia autoimmune chiamata Lupus eritematoso sistemico. A mettere in luce come questi microrganismi riescano a viaggiare verso altri organi del corpo e innescare una risposta sproporzionata da parte del sistema immunitario è uno studio della Yale University. Ma tale reazione, evidenziano i risultati pubblicati su Science, può essere soppressa con un antibiotico o un vaccino specifico. Il Lupus è una malattia infiammatoria cronica del tessuto connettivo che può colpire articolazioni, reni, pelle, mucose, pareti dei vasi sanguigni, sistema nervoso. Alcuni microrganismi presenti nella flora batterica intestinale sono stati collegati a questa condizione autoimmune, ovvero caratterizzata dall'attacco del sistema immunitario ai tessuti sani del corpo. 

  Il gruppo di ricerca si è concentrato sull'Enterococcus gallinarum, un batterio in grado di "traslocare" spontaneamente dall'intestino ai linfonodi, al fegato e alla milza. In modelli su topi si è osservato che nei tessuti esterni all'intestino, questo batterio inizia la produzione di auto-anticorpi e scatena un processo infiammatorio, due segni distintivi della risposta autoimmune. Lo stesso meccanismo di infiammazione è stato notato in una coltura di cellule del fegato provenienti da persone sane. Inoltre la presenza di questo batterio è stata riscontrata nei fegati dei pazienti con Lupus. Il team ha però anche scoperto che tanto un antibiotico che un vaccino che prendono di mira in modo specifico l'E. gallinarum sono in grado di sopprimere la crescita del batterio nei tessuti e smussarne gli effetti sul sistema immunitario. Per questo entrambi, "sono modi promettenti per migliorare la vita dei pazienti con malattia autoimmune", ha detto Martin Kriegel autore senior dello studio supportato, tra l'altro, dal National Institutes of Health, dalla Arthritis Foundation e dal Lupus Research Alliance.

 

fonte: science

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