Infarto, Dna di 2 mila Veronesi per svelare cause genetiche

Redazione DottNet | 17/03/2009 12:44

C'è un po' d'Italia nella mappa dei nuovi marcatori genetici associati al rischio di infarto: ilDna di 2 mila pazienti veronesi, 'prestato' a due studi internazionali pubblicati su 'Nature Genetics', e i cervelli dell'università degli Studi di Verona che hanno collaborato alle ricerche sulle cause genetiche dell'attacco di cuore.

 

Gli articoli - firmati da Domenico Girelli, Nicola Martinelli e Oliviero Olivieri, della Sezione di Medicina interna (Dipartimento di medicina clinica e sperimentale) diretta da Roberto Corrocher - sono frutto di due collaborazioni internazionali. La prima con Sekar Kathiresan, responsabile del Servizio di Cardiologia preventiva del Massachusetts General Hospital di Boston, e con ricercatori di 10 Paesi (il Consorzio Migen) per uno studio che ha arruolato 26 mila persone approdando alla scoperta di 9 regioni del genoma associate all'infarto precoce. Il lavoro degli scienziati, descritto in una nota dell'ateneo veronese, contribuisce a svelare il mistero dei casi di infarto 'familiare', che coinvolgono più persone nell'ambito della stessa famiglia e sembrano slegati dai fattori di rischio classici (ipertensione, obesità, diabete).

 

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